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Lukaku, che attacco dall’ex Juve: il giudizio non lascia scampo

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Arianna Di Pasquale

Quella che si è appena conclusa non è stata la miglior stagione del belga e a sottolinearlo è stato anche un ex attaccante

L’annata dell’Inter è stata decisamente intensa. I nerazzurri hanno vissuto numerosi alti e bassi nel corso della stagione e mesi fa la squadra, ed il tecnico in primis, sono stati messi pesantemente sotto accusa per i risultati che tardavano ad arrivare in campionato e soprattutto per uno scudetto che non li ha mai visti protagonisti. Tuttavia Inzaghi ed i suoi hanno concluso l’anno arrivando in finale di Champions, traguardo che ha evidenziato la ripresa degli interisti in questi ultimi mesi.

L’Inter ha effettuato un ottimo cammino europeo, battendo in semifinale di Champions League il Milan e approdando alla finale dell’Atatürk Olympic Stadium di Istanbul per affrontare il City di Guardiola. Ad avere la meglio è stato il Manchester, che ha vinto di misura grazie ad una rete al 68′ di Rodri. Una gara che lascia l’amaro in bocca ai nerazzurri che hanno ben figurato contro gli inglesi. Sono stati gli attaccanti interisti a deludere e in particolar modo l’ingresso di Lukaku non ha dato alla squadra l’apporto sperato. Il belga è reduce da una stagione al di sotto delle aspettative e anche in una gara delicata ed importante come quella di sabato non è riuscito a fare la differenza.

Ravanelli: “Non è un campione, è debole mentalmente”

Complice anche l’infortunio che lo ha tenuto per diverso tempo lontano dal campo e la conseguenza forma fisica che tardava a ritrovare, Romelu Lukaku non ha inciso nella stagione dell’Inter. Intervenuto ai microfoni di TVPLAY_CMIT, anche l’ex attaccante Fabrizio Ravanelli ha evidenziato l’annata insufficiente del centravanti interista.“Credo che nell’ultima occasione, nella finale di Champions, Lukaku poteva e doveva fare di più. Era in un posizione in cui poteva davvero fare meglio – commenta Fabrizio Ravanelli -. Credo che lui abbia un problema mentale. Per me lui è debole mentalmente, spesso nelle partite importanti non c’è. E’ un ottimo calciatore, ma non un campionissimo. Non ha una personalità da top. Nei momenti complicati lui non c’è. Inzaghi ha fatto scelte giuste, anche io sarei partito con Dzeko. Simone ha fatto tutto quello che poteva fare dal punto di vista tattico. Il City ha avuto un po’ paura di vincere, i calciatori erano intimoriti e avevano una grande pressione addosso”.

Arianna Di Pasquale

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