Serie A sempre intenta a trovare delle soluzioni che possano consentire ai club italiani di migliorare il proprio brand. Le nuove soluzioni, hanno portato a delle sorprese molto interessanti.
Affrontare una crisi economica post pandemia non è mai una cosa semplice. I ricavi diminuiscono, le spese fisse difficilmente si abbassano e la gestione di una società risulta complicarsi ancora di più. Soprattutto per una società di calcio, dove negli ultimi due anni si è registrata una diminuzione delle spese del 2%, le difficoltà sono maggiori. Per questo motivo, bisogna cercare altre soluzioni atte ad incrementare nuovamente le entrate.
D’altronde, i profitti di una società, passano anche dal marketing e quindi anche dalla valorizzazione del proprio brand. Un punto su cui si è sempre dibattuto molto perché si è sempre cercato di capire quale fosse la migliore soluzione per ottenere il massimo risultato. Dallo sviluppo dei canali social alle tournée in altri Paesi, i vari club di calcio hanno provano, e continuano ancora oggi, a farsi conoscere in questo modo.
Sotto questo aspetto l’Italia non è da meno. Una valorizzazione del marchio, consente alle società di avere anche una determinata stabilità economica. Per quanto concerne la rivalutazione del marchio, negli ultimi due anni i club di Serie A hanno provato a rivalutarlo non tanto per una questione economica, quanto per una questione relativa allo stato patrimoniale delle stesse. Una possibilità che si è venuta a creare grazie al decreto legislativo di agosto 2020.
Tra questi, secondo quanto viene riportato da ‘Cronache di spogliatoio’, c’è il Milan. Nel 2005, il marchio dei rossoneri aveva un valore pari a 35 milioni di euro mentre nel 2022 è di 200 milioni di euro. Discorso simile per l’Inter, il cui marchio adesso vale 212 milioni di euro, riuscendo ad avere un patrimonio netto di 53 milioni di euro al 30 giugno 2021. Ad ottenere un risultato eccellente è stato però l’Udinese, con una valutazione di 233 milioni di euro. Un risultato dovuto anche all’inserimento dello stadio e di immobili industriali nella valutazione del marchio. Al quarto posto, c’è il Napoli con un valore di 75 milioni di euro e la Sampdoria con 61 milioni di euro.
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