Sarri, un rapporto aperto quello con l’Europa League: il tecnico ha fatto bene con il Chelsea ma prima solo alti e bassi: i dati.
Maurizio Sarri aveva avvisato: la Lazio fatica a gestire tre competizioni con l’attuale organico. Un campanello d’allarme alla conferenza stampa della vigilia, rispetto alla partita contro il Feyenoord, a cui non è stato dato troppo peso. Eppure l’allenatore è sembrato quasi volersi scagionare da ogni responsabilità: proprio lui che ai primi accenni di crisi – poi rientrata – è stato il primo a prendersi le colpe. Avanzata anche l’ipotesi di un passo indietro. Invece la Lazio, nonostante la sconfitta in terra danese, i passi in avanti li ha fatti.
Il Sarriball, come chiamano i tifosi il calcio del tecnico, sta funzionando. Senza contare che il tecnico vinse proprio l’Europa League con il Chelsea. Un uomo che mastica calcio da sempre. Prima dei Blues, tuttavia, solo stop ai sedicesimi e ai gironi. I contesti erano diversi, ma la sostanza non cambia. I numeri che lo portavano al match contro il Feyenoord parlano chiaro: la percentuale di vittoria biancoceleste era data al 42,2%. Una sicurezza che forse ha tradito il club.
La Lazio non guarda le statistiche dei bookmakers, ma è chiaro che con Sarri in panchina avrebbero preferito avere qualche chance in più. Non è andata nonostante la squadra abbia alla guida un uomo che ha giocato più partite in Europa League in assoluto dal 2009 (anno di nascita del torneo) a oggi. Un rapporto amore e odio: non è la prima volta che il tecnico critica l’organizzazione della competizione. “Si va in conflitto con il calendario: troppi impegni condensati”.
Stesso discorso che ha cercato di fare alla Lazio lanciando anche un monito per il mercato: Lotito ha recepito il messaggio, ma ormai se ne parla il prossimo anno. I biancocelesti vogliono arrivare in Europa: se dalla Champions oppure no lo deciderà la classifica. Sicuramente questa è una battuta d’arresto che non intacca l’obiettivo: fare meglio rispetto al passato, in quello che a tutti gli effetti rappresenta un nuovo reset. Sosta obbligata da cui, però, è possibile ripartire.
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