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Pecoraro a TVPLAY: “L’AIA doveva rimanere nell’ambito della FIGC, ci sarebbero stati più controlli”

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Davide Marchiol

L’ex Capo Procuratore della FIGC Giuseppe Pecoraro è intervenuto ai microfoni di calciomercato.it in onda su Twitch TvPlay. 

Durante la diretta Twitch di Calciomercato.it su TvPlay, l’ex Capo Procuratore della FIGC Giuseppe Pecoraro ha parlato  in collegamento telefonico delle polemiche intorno all’AIA. Queste le sue parole.

Giuseppe Pecoraro a TvPlay

I PROBLEMI DELL’AIA – “Ho sempre avuto un’idea, ovvero che l’AIA dovesse rimanere nell’ambito della FIGC e non dovesse essere autonoma. In primis per evitare la giustizia domestica, cioè una giustizia interna con giudizi fra di loro, e in secondo luogo per avere poi un controllo da parte di autorità terze come la FIGC rispetto all’AIA. Tutto questo secondo me sta succedendo per la mancanza di un controllo e di regole preventive, regole che per esempio abbiamo noi per chi è eletto nella Procura Federale. C’è un controllo dei curricola e da parte delle Commissioni di Garanzia. Nell’AIA non c’è lo stesso controllo che abbiamo noi o comunque non c’è un curricola decisivo come c’è nei confronti nostri. Quando sono diventato procuratore oltre al controllo della Commissione di Garanzia c’è stato un controllo anche da parte del Consiglio Federale. Ci sono delle valutazioni che vanno dall’aspetto caratteriale fino alle attività svolte e le professionalità, altrimenti non potevamo accedere alla Procura Federale. Io tutto questo per l’AIA non lo vedo”.

CASO D’ONOFRIO E COSA AVREBBE FATTO – “Prima di tutto avrei controllato gli atti e che attività ha svolto il presidente dell’AIA nel momento in cui ha assunto o nominato D’Onofrio come procuratore degli arbitri. Se ci sono delle omissioni o delle mancate valutazioni avrei chiesto le dimissioni, avrei sicuramente fatto una relazione al presidente della FIGC come avvenuto in altre circostanze. Il presidente della FIGC ha comunque compiti di vigilanza su altri organi come l’AIA e alla luce della relazione il presidente della FIGC avrebbe poi agito di conseguenza. La Procura Federale ha una sua autonomia per giudicare i fatti per quanto riguarda i tesserati, quelli che non sono tesserati e per i quali c’è la vigilanza del presidente della FIGC, come abbiamo fatto in un paio di casi, facciamo una relazione dove mettiamo in evidenza i fatti che troviamo illegittimi e che sono alla base della relazione stessa”.

DIFFERENZA PROCURA ENDOASSOCIATIVA E PROCURA ENDOFEDERALE – “Prima di tutto l’AIA non fosse autonoma non avrebbe un voto in Consiglio Federale e non determinerebbe la nomina del presidente della FIGC. È come un procuratore federale che ha il controllo di carattere generale sull’attività. Dall’altra parte ci sono delle norme che maggiormente favoriscono la nomina di alcune persone, attraverso la Commissione di Garanzia e la revisione dei curricola, c’è poi un controllo più incisivo sugli arbitraggi stessi. Mentre oggi il Presidente della FIGC può esprimere al presidente dell’AIA un suo parere ma le decisioni sono di pertinenza del presidnete dell’AIA a quel punto sarebbe il Presidente della FIGC a decidere c’è proprio una vigilanza più incisiva sugli arbitraggi stessi. Mentre ora il presidente della FIGC può esprimere un parere su chi presiede l’AIA, nel momento in cui l’AIA è nella FIGC è il presidente stesso che davanti a certi errori può determinare sospensioni e conseguenze. Attualmente l’AIA ha attualmente un presidente che si può considerare alla pari di quello delle altre leghe o della FIGC”.

Davide Marchiol

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