Il giornalista del Corriere dello Sport Alessandro Giudice ha parlato del terremoto Juventus ai microfoni di calciomercato.it in onda su Twitch TvPlay.
Durante la diretta Twitch di Calciomercato.it su TvPlay il giornalista del Corriere dello Sport Alessandro Giudice ha detto la sua sul futuro della Juventus dopo le dimissioni del cda. Queste le sue parole.
TERREMOTO JUVENTUS – “Lo scenario è abbastanza chiaro, l’era Agnelli si conclude questa sera, si conclude un’era, un’esperienza, nulla sarà come prima. Le dimissioni sono la fine di un ciclo. L’assemblea si riunirà, ci sarà probabilmente una nuova dirigenza, non ci sarà Agnelli, non ci sarà Nedved, Arrivabene per ora resta come CEO, probabilmente è anche il meno coinvolto perché è arrivato quando il grosso dei fatti era già avvenuto. Vedremo come andrà con lui. Il nuovo ad è uomo Exor, John Elkann ha quindi commissariato un po’ la situazione visto quanto sta accadendo, ci sono vari scenari, ho la sensazione che John Elkann sarà presidente dalla Juventus in prima persona, mia sensazione, prenderà questa posizione per riaffermare la centralità della famiglia e di Exor. Altrimenti sarà comunque qualcuno della famiglia. Quanto successo oggi è una frattura evidente tra gli amministratori indipendenti e il resto del management espressione della proprietà. Nel cda è obbligatorio un numero di amministratori indipendenti non legati a nessuno degli azionisti”.
PUO’ ESSERE COINVOLTA LA PARTE SPORTIVA? – “Non credo entreremo nel campo della giustizia sportiva, non sono però esperto di diritto sportivo, non vedo come questa situazione però possa coinvolgere la giustizia sportiva”.
LA JUVENTUS POTREBBE PASSARE DI MANO – “Francamente non credo che in questo momento sia conveniente da nessun punto di vista, della famiglia, di Exor e di immagine. Non c’è utilità nel vendere la Juventus, che in questo momento è una società in difficoltà, un eventuale compratore la comprerebbe a poco. Credo le valutazioni di Exor non saranno solo finanziarie, ma anche familiari e affettive, mi sembra uno scenario difficile da immaginare. Quello che posso immaginare nell’immediato futuro è un cambio netto di strategia rispetto a quanto fatto da Agnelli, con operazioni dispendiose, una rosa costosa che non ha portato i risultati sperati ultimi due o tre anni. Vedo una Juventus che scenderà sulla terra da questo punto di vista e che si metterà a competere con Milan e Napoli che da anni hanno una politica più razionale”.
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