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Serie A, Tim-DAZN: la resa dei conti, come cambia l’equilibrio dei diritti tv

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Andrea Desideri

Serie A, non solo Juve. Tiene banco anche la questione diritti tv con Tim e DAZN all’ultimo atto di una contesa fondamentale per il futuro.

Ore febbrili tra Giustizia e sport. La vicenda Juventus tiene banco con le dimissioni in blocco del CDA bianconero: il saluto di Agnelli e soci, che aspettano l’esito dell’inchiesta Prisma avviata dalla procura di Torino, non è l’unica novità importante con le aule sullo sfondo. Un’altra diatriba legale, piuttosto aspra, è quella fra Tim e DAZN rispetto ai diritti televisivi.

Tim-DAZN resa dei conti (ANSA)

Il tema resta delicato in Serie A: contendere, stavolta, dovuto a un accordo ben preciso che ha portato le due aziende a collaborare. In primis è necessario trovare un consigliere che sostituisca Luca De Meo, dimissionario, pronto a pronunciarsi riguardo alla figura e lo sviluppo dell’Amministratore Delegato Luigi Gubitosi. Da verificare, nella fattispecie, la presenza di dolo e colpa in merito a un contratto (con l’azienda dello streaming sportivo) che avrebbe portato – stando alle recenti stime – oltre 540 milioni di accantonamenti.

Serie A, Tim-DAZN: consiglio d’amministrazione per chiarire i sospesi

La situazione resta in bilico, anche perché quell’accordo non sembrerebbe aver portato giovamento: al punto che Sky è stata “costretta” a rimettersi in corsa per evitare la mole di disdette e cercare di rientrare mettendo un freno alle polemiche. La Telecom Italia Mobile ne uscì ridimensionata: una riduzione che entra nelle aule di tribunale per cercare di mettere un punto.

Atto finale sui diritti tv (ANSA)

Molto prima, per evidenti motivi, l’hanno fatto gli abbonati. Perdite che dovranno necessariamente avere un responsabile. L’altro punto all’ordine del giorno, altrettanto delicato, riguarda il cachet al consigliere dimissionario Cadoret. Inoltre c’è il piano B da attuare relativamente alla mancanza della vendita della rete a Cassa Depositi e Prestiti. Argomento che si svilupperà almeno sino a metà dicembre. La querelle sui diritti tv, invece, sembra pronta a chiudersi molto prima con gli interpreti pronti all’epilogo. Primo consiglio d’amministrazione fissato per il 30 novembre.

Andrea Desideri

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