Milan, Gerry Cardinale parla di futuro. I rossoneri vogliono nutrire le proprie ambizioni di vittoria. La strategia del fondatore di RedBird.
Un tricolore è per sempre, o forse no. Il Milan non vuole arrendersi: lo Scudetto, quest’anno, è destinato altrove. Il Napoli gioca un altro campionato e tace più per scaramanzia che per reale timore di perdere un campionato che li ha visti padroni incontrastati sin dalle prime battute. Inutile parlare di distacco, tattica e strategia. Il lavoro di Spalletti, Giuntoli e De Laurentiis è stato capillare. Precisa è la volontà del Milan di replicare. Una stagione altalenante quella in corso, dove si sono persi per strada molti punti e anche il mercato sembra non aver dato gli spunti dovuti: i singoli ci sono, ma non basta aggrapparsi alle vecchie certezze.
Urge un rinnovamento e non solo in chiave di elementi, ma anche e soprattutto in ambito riorganizzativo. Una rivoluzione comincia dai vertici: questo porta a parlare ancora di Gerry Cardinale. Il fondatore di RedBird che ha messo le mani sul calcio, prima con il Tolosa e ora con il Milan. La voglia è quella di cooperare affinché gli ostacoli diventino possibilità. Facile a dirsi, meno a farsi: l’impegno flebile di gennaio, per quanto concerne il mercato, era solo un assaggio di quello che si potrebbe vedere in estate.
Il Milan di Cardinale è una società che aspetta per poi sferrare il colpo: la campagna acquisti invernale non doveva dare scossoni e così è stato. Ora serve la sferzata, lo confermano anche le parole dell’uomo intervenuto a Sloan Sports Analytics Conference. Un evento organizzato da MIT. La reiterazione di concetti come brand e asset fanno sì che torni alla mente il primo Milan di Berlusconi. Cardinale vuole metterlo nel mirino: “Non sapevo fosse lui l’uomo ad aver vinto più trofei di tutti – sottolinea Cardinale – è ovvio che vogliamo continuare a vincere”.
Proprio quell’ovvio messo lì con quella naturalezza fa sperare i tifosi: la nuova società fa sul serio e a fine stagione comincerà un nuovo copione. Avanti e indietro per cercare di rivivere un passato non troppo lontano: il tricolore dell’anno scorso è stato solo un assaggio. Cardinale prepara i piatti forti, il Milan è pronto a rifarsi la bocca. Intanto ci sono i quarti di Champions League, mancavano da 11 anni. Il resto verrà, la favola è appena cominciata.
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