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Inter, poca leadership e troppi esperimenti: il dato che fa riflettere

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Tommaso Ferrarello

Nella partita con la Salernitana un episodio ha attirato la curiosità degli appassionati e dei tifosi: di cosa si tratta.

Dopo il brutto finale di martedì sera in casa della Juventus nella finale di andata di Coppa Italia, l’Inter è tornata in campo oggi pomeriggio nella delicata trasferta di Salerno per ricominciare la corsa ad un piazzamento alla prossima Champions League.

Otto calciatori coinvolti nelle “rotazioni” di Inzaghi (TvPlay.it)

L’obiettivo dei nerazzurri è cercare di ritrovare prestazioni e risultati in trasferta. Lontano da San Siro, infatti, l’Inter non vince dal 28 gennaio scorso in rimonta sul campo della Cremonese. Da lì in avanti 1 pareggio e tre sconfitte consecutive che hanno gradualmente minato la classifica di Lukaku e compagni.

Il pareggio all’ultimo minuto contro la Juventus potrebbe aver dato nuove energie e motivazioni agli uomini di Inzaghi. Il tecnico si era comunque detto soddisfatto della prestazione propositiva dei suoi, fatta di buone trame e buona intensità.

Inter, il dato curioso del match di Salerno

Della partita contro la Salernitana, invece, un dato in particolare ha attirato le attenzioni degli appassionati e dei tifosi. Con Stefan de Vrij l’Inter ha consegnato la fascia di capitano all‘ottavo giocatore diverso in stagione. Prima del difensore centrale olandese la responsabilità era ricaduta su Handanovic, Brozovic, Skriniar, D’Amborsio, Barella, Gagliardini e Lautaro Martinez.

L’Inter festeggia un gol – TvPlay.it

Una curiosità che in realtà non è piaciuta per niente ai tifosi nerazzurri che accusano la squadra di essere priva di personalità spiccate in grado di prendersi la responsabilità di una fascia che nella storia è stata allacciata sulle braccia di calciatori clamorosamente iconici. Nel calcio moderno, però, c’è anche da dire che non esistono più le bandiere di una volta e questo causa inevitabilmente anche una rivalutazione del senso della fascia.

Inzaghi, come tanti altri allenatori del nostro campionato, affida spesso il peso e l’onore del ruolo di capitano ai giocatori che, probabilmente nella partita che si andrà a giocare, possono garantire maggiori affidabilità sotto l’aspetto dell’esperienza e della leadership. Non essendoci oramai più calciatori che scendono in campo per tanti anni con la stessa maglia, diventa obbligatorio fare nuove considerazioni.

A questo proposito, nella conferenza stampa di ieri, l’allenatore del Bologna Thiago Motta, tra l’altro ex conoscenza dell’Inter, proprio sul tema fascia ha detto la sua. “Valuto di partita in partita chi può darmi migliori garanzie, non c’è un capitano fisso”. Questa è la nuova mentalità del calcio attuale dove alla fine è anche e soprattutto il gruppo a essere fondamentale nelle dinamiche di una partita. Il famoso ‘spogliatoio’ che, sommando le varie personalità, può essere sempre l’arma in più.

Tommaso Ferrarello

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