L’ex giocatore di Milan e Juventus boccia Retegui per la nazionale italiana: ecco le sue parole.
Matteo Retegui è stato la scoperta dell’anno per noi italiani. Se meno di un anno fa non lo avevamo mai sentito nominare, grazie alla convocazione di Roberto Mancini tutti lo hanno iniziato a cercare su internet, per capire chi fosse.
Classe ’99, ventiquattro anni, del Tigre. Valore del cartellino? Anche venti milioni, ma solo dopo il gran debutto in maglia azzurra, perché appena prima il Boca Juniors, squadra che detiene il cartellino, mai avrebbe pensato di poterci guadagnare qualcosa.
Alla conclusione del calciomercato estivo, il suo cartellino pesava poco più di un milione, poi ha iniziato a farsi vedere: prima di tutto in Argentina, giocando sempre da punta centrale. Ha iniziato con la doppietta contro l’Estudiantes, poi la rete con il Rosario, un’altra contro il Racing e quindi una doppietta contro il Belgrano.
Al netto di un paio di gare saltate per un infortunio al ginocchio, il centravanti ha siglato dieci reti in tredici partite, il 58% di tutte le marcature della sua squadra.
Eppure la sua vera esplosione è arrivata in nazionale: grazie alle sue origini siciliane, il CT Roberto Mancini ha scelto di puntare su di lui per le gare valide per la Qualificazione ai prossimi Europei.
Prima il debutto contro l’Inghilterra, subito da titolare e autore dell’unica rete azzurra, poi ancora la fiducia rinnovata contro Malta, con cui ha siglato il gol del vantaggio su suggerimento di Tonali da calcio d’angolo.
Questo ha fatto impazzire i media, che hanno iniziato ad accostarlo a tutti i club del nostro campionato, da Milan a Inter, passando per Juventus, Napoli, Lazio o perché no Atalanta, Roma e Fiorentina.
Un impatto mediatico simile a quello avuto qualche mese prima da Gnonto, che fornì un assist qualche minuto dopo il suo debutto da subentrante in azzurro.
Sul conto dell’attaccante italo-argentino, però, si è espresso Nicola Legrottaglie, ex difensore di Milan e Juventus, che ha parlato ai microfoni di Milannews24.
L’ex calciatore ha detto: “Stiamo iniziando ad avere giocatori in nazionale con più mentalità e autostima, è di buon auspicio. Il problema dell’Italia non è mai stato la difesa, ma nell’ultimo periodo è la finalizzazione, di quel giocatore che ad oggi è solo Immobile; io spero tanto in Raspadori, e nei giovani che stanno venendo fuori”.
Ha parlato quindi di Retegui: “Non mi convince, è stato bravo in quelle due partite ma è uno dei tanti e non quello che può farci fare il salto di qualità, l’Italia ha bisogno di giocatori più bravi di lui”.
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