Simone Inzaghi, la rivincita del Re di Coppe: perchè il tecnico nerazzurro merita più rispetto

Simone Inzaghi vince la Coppa Italia e aggiunge un trofeo alla sua lista personale di successi, ma la soddisfazione più grande è un’altra.

Lo chiamavano il Re di Coppe. Sicuramente meglio dell’epiteto che si è costruito suo malgrado, anche grazie a una parodia molto veritiera del poliedrico Ubaldo Pantani. Quel suo “Spiaze”, in segno di resa, è diventato quasi un mantra salvifico che addirittura porta bene. All’Inter sicuramente, a Inzaghi che è il suo autore ancor di più. Questo termine l’ha inventato lui, riprendendolo dal dialetto, così come – e questo con la lingua non c’entra niente ma con la retorica sì – ha rispedito al mittente le polemiche e le voci che lo volevano fuori dalla Pinetina prima del tempo.

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Simone Inzaghi vince (ancora) la Coppa Italia (Lapresse-TvPlay.it)

Marotta, Amministratore Delegato dei nerazzurri, l’ha sempre difeso. Anche se ci sono stati dei momenti in cui Inzaghi non solo non veniva calcolato, ma sembrava essere spacciato. Esonerato a tutti gli effetti, in panchina solo perché non c’era di meglio: nessuno disposto ad accettare subito. L’ex Lazio, per un momento lungo settimane, è stato sulla graticola. Osteggiato dai tifosi e una certa informazione che non lo ha mai perdonato.

Inzaghi, il Re di Coppe vince contro i pregiudizi

Parlare di assoluzione è forse estremo, ma nei fatti non gliene lasciava passare una. Accusato di essere il contrario di un allenatore, l’antitesi calcistica per eccellenza. Molti lo avrebbero visto bene solo all’uscita del centro sportivo nerazzurro. Per questo la vittoria in Coppa Italia – seconda consecutiva con l’Inter e terza in carriera contando quella con la Lazio – vale ancor di più. Spiaze, per dirla alla sua maniera, non sottolineare come meglio di lui abbiano fatto soltanto altri 3 allenatori.

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Il tecnico conquista un altro trofeo (LaPresse-TvPlay.it)

Allora tanto vale tirare in ballo Allegri, Eriksson e Mancini. Non proprio tre qualunque, loro di Coppe Italia ne hanno vinte 4. L’ex biancoceleste, andato via da Formello con qualche rimpianto e forse troppi rimorsi, vince anche una Supercoppa Italiana ed è in finale di Champions League. Come fece un altro, 13 anni fa, di cui si sente ancora parlare oggi: un certo José Mourinho. Altro sottovalutato eccellente che arriva a Budapest, non Istanbul ma la sostanza non cambia, contro i favori del pronostico.

Restando in tema di “eroi” di calcio, Inzaghi – come se non bastasse – ha dovuto fare i conti con pesanti stop nel corso della stagione: Lukaku (ritrovato adesso) e Brozovic su tutti. Senza contare la querelle Skriniar con il riscatto di Acerbi. Tutte mosse su cui c’è la firma di Inzaghi. Ha vinto, per ora, una finale in più: il conto precedentemente diceva 6 finali su 7. Ora va aggiornato. La speranza dei tifosi dell’Inter è che tra poco possa essere ulteriormente in crescita. Come quest’Inter, come Quest’Inzaghi che la mezza bianca sulla capigliatura ce l’ha anche per l’eccessivo stress dovuto anche a qualche pregiudizio di troppo. Gli altri puntano il dito; lui macina, vince e convince. Ora, forse, è il momento di incassare. Oltre ai trofei, le scuse (non petite, ma necessarie). Magari tra un’esultanza e l’altra.

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