Roberto Mancini rompe il silenzio e spiega i motivi delle sue dimissioni da ct della Nazionale.
Dopo qualche giorno di silenzio, se non un annuncio tramite social, Roberto Mancini spiega a la Repubblica i motivi del suo addio alla Nazionale.
Dietro questa scelta drastica e definitiva c’è la mancanza di fiducia nei confronti del ct e del suo staff: “In questi mesi ho parlato con Gravina e gli ho chiesto di darmi tranquillità. Lui non me l’ha data e io mi sono dimesso – spiega l’ex allenatore degli Azzurri – si è mai visto un presidente federale che cambia lo staff del ct? Gravina lo voleva rivoluzionare da un anno. Io ho provato a spiegargli che non poteva, che al massimo poteva aggiungere qualche figura, ma che non poteva privarmi di un gruppo che funzionava, che funziona e che ha vinto l’Europeo. Semmai sono io che avrei potuto cambiare gli elementi dello staff“.
Roberto Mancini sottolinea anche come il presidente della FIGC avesse cambiato punti di vista: “È da un po’ di tempo che aveva idee diverse dalle mie. Ma allora perché intervenire sullo staff? Manda via me. Invece ha giocato sul fatto che alcuni collaboratori fossero in scadenza“.
L’ex ct campione d’Europa si toglie anche qualche sassolino e risponde a chi lo accusa di tradimento: “Mi sono solo dimesso e assunto tutte le responsabilità – spiega Roberto a la Repubblica – Non ho mai accusato nessuno e ora mi ritrovo accusato“.
Sulla clausola di esonero in caso di mancata qualificazione ad Euro 2024 il tecnico marchigiano afferma che l’avrebbe voluta togliere per “lavorare con maggiore tranquillità“, ma ammette anche che se il gruppo avesse mancato la qualificazione di sarebbe dimesso
In merito alle sirene arabe, Mancini fa chiarezza: “Quello che sto dicendo è indipendente da ciò che succederà in futuro. Ora non voglio pensare a nulla“.
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