Carlo+Mazzone%2C+lo+storico+vice+Leonardo+Menichini+in+Esclusiva%3A+%26%238220%3BSe+ne+va+un+fratello%26%238221%3B
tvplayit
/2023/08/20/carlo-mazzone-lo-storico-vice-leonardo-menichini-in-esclusiva-se-ne-va-un-fratello/amp/

Carlo Mazzone, lo storico vice Leonardo Menichini in Esclusiva: “Se ne va un fratello”

Published by
Matteo Fantozzi

La morte di Carlo Mazzone ha lasciato un grande vuoto in ogni appassionato di calcio e ovviamente anche nel suo storico vice Leonardo Menichini.

Abbiamo avuto l’opportunità di ascoltare il mister in Esclusiva che ci ha raccontato qualche aneddoto sul grande professionista e l’immensa persona del tecnico romano. I due hanno collaborato dal 1991 al 2003 con Menichini che gli è stato vice sulle panchine di Cagliari, Roma, Napoli, Bologna, Perugia e Brescia.

Leonardo Menichini sulla morte di Carlo Mazzone (ANSA) TvPlay.it

Il racconto di Menichini inizia così: “Lo chiamavamo ‘il maestro’ e questo dice tutto. Era un maestro di vita e maestro di calcio. Per quanto riguarda fuori dal campo stare con lui era uno spasso, uno spettacolo. C’era sempre da imparare e da divertirsi, nelle innumerevoli serate fatte insieme con lo staff. Era un uomo molto generoso a tutti i livelli sia lavorativamente parlando che personalmente. Si andava a cena e non c’era verso di pagare una volta con lui. Regali ai giocatori, ai magazzinieri, massaggiatori era un uomo veramente generoso”.

Quando si parla di calcio il mister fa notare le intuizioni di Mazzone, anche alcune che non molti ricordano:A livello calcistico era un allenatore fortissimo, basti pensare le intuizioni che ha avuto. Tanti non sanno che Giannini quando siamo andati alla Roma l’anno prima aveva fatto 11 gol da trequartista e lo trasformò in centromediano metodista, play davanti alla difesa. Di Andrea Pirlo sanno tutti che faceva fatica da trequartista, una sera a cena mi disse che voleva metterlo dietro e gli dissi di parlarci. Gli chiese di giocare venti metri più dietro perché aveva visione di gioco, sapeva giocare a calcio, destro e sinistro, e poi gli fece la battuta e gli disse che le punizioni le avrebbe tirate ugualmente. Io sono stato con lui per lungo tempo e ha sempre giocato a calcio. A livello estetico il miglior calcio si è fatto a Bologna con il 4-2-3-1 che oggi va tanto di moda. K.Andersson era la prima punta con Signori sotto e larghi Binotto e Fontolan o Nervo. I due mediani erano Marocchi e Ingesson, dietro c’erano Paramatti, Bia, Mangoni e Tarantino o Bettarini con Antonioli in porta”.

E sul modulo: “Quello che mi sono portato dietro è che mi diceva di non essere schiavo dei moduli. Un’idea si deve avere per la costruzione di gioco, ma se non funziona non si deve essere testoni, ma si deve mettere i giocatori a fare quello che sanno fare. Quando vogliamo cambiare ruolo ai giocatori è solo un rischio, poi ci devi mettere i tuoi concetti ma non devi essere schiavo del modulo mai. Devi guardare la rosa a disposizione e scegliere qual è la soluzione migliore a livello tattico”.

Le parole di Menichini su Mazzone (ANSA) TvPlay.it

Un uomo che era un professionista serio, che credeva ancora nei valori del calcio: “Quel giorno a Perugia nel 2000? Fu una partita stranissima. Eravamo partiti, poi ci siamo fermati per un nubifragio durante l’intervallo. Siamo stati tantissimo tempo a controllare il campo. Poi si è ripreso e fece gol Calori. Anche lì, non ce n’era bisogno, ma ha dimostrato la massima professionalità, da romanista fece vincere uno scudetto alla Lazio a testimonianza che nello sport i valori erano per lui la prima cosa”.

Quando chiediamo a Leonardo Menichini se Carlo Mazzone era stato un suo amico il mister si ferma un attimo a prendere fiato, lo sentiamo commuoversi dalla voce e riprende: È stato un amico, un padre calcistico, un fratello, non so che aggettivi trovare. Si è vissuto insieme. Io e la mia famiglia ci stringiamo attorno ai suoi cari, ai suoi familiari. È una notizia che non avrei mai voluto sentire. Questo però non cancella il ricordo di quello che abbiamo vissuto insieme”.

Matteo Fantozzi

Giornalista pubblicista dal 2013 è laureato in storia del cinema e autore di numerosi libri tra cui “Gabriele Muccino il poeta dell’incomunicabilità” e “Gennaro Volpe: sudore e cuore”. Protagonista in tv di trasmissioni come La Juve è sempre la Juve su T9 e Il processo dei tifosi su Teleroma 56.

Recent Posts

Napoli, che succede? Il numero di partite saltate per infortunio è impressionante

Da fuori sembra ancora una corazzata. Da vicino, però, il Napoli cammina con il fiato…

2 settimane ago

Mistero nel calcio russo: ex under 18 muore a 31 anni dopo una caduta da un palazzo

Lionel Adams, ex CSKA Mosca e Russia U18, è morto a 31 anni dopo una…

2 settimane ago

Arbeloa e il Real Madrid: flop storico in Coppa del Re, sconfitti da una squadra di Seconda Divisione

Il Real Madrid subisce una sconfitta storica in Coppa del Re contro l'Albacete, squadra di…

3 settimane ago

Calciomercato, Raspadori sceglie un’altra meta italiana: Roma gelata

L'attaccante dell'Atletico, Raspadori, sceglie l'Atalanta nonostante l'interesse della Roma, evidenziando il progetto tecnico e la…

3 settimane ago

Nazionale, Gattuso si arrabbia: uno sgarbo rischia di costargli il Mondiale

Gattuso chiedeva tempo, il calendario risponde con un muro. Niente stage prima dei playoff: a…

3 settimane ago

Zhang Ziyu, l’astro nascente del basket cinese: 2,26 metri e una qualità impressionante

Un braccio che arriva al ferro cambia la prospettiva, non il risultato. Zhang Ziyu cresce…

3 settimane ago