Lazio, cosa succede nello spogliatoio? La situazione

Sarri rievoca il mercato estivo, Lotito risponde e intanto diversi giocatori aspettano da mesi promesse non ancora mantenute

Mai nessuno si sarebbe immaginato che la Lazio potesse avere un inizio così terribile: sette punti in sette giornate. Un incubo. Per Sarri, visto il secondo posto dell’anno scorso e all’apertura del suo terzo anno di gestione, di solito il preludio alla fase più bella del “Sarrismo“. Un incubo per Lotito, dopo che ha speso quasi 100 milioni – dice lui – anche se dimentica spesso di citare i quasi 60 incassati dalle cessioni, considerato che solo Milinkovic tra bonus e parte fissa siamo quasi sui 48 milioni di euro. Comunque sia da parte del tecnico che del presidente, un avvio inspiegabile e con poche giustificazioni.

Entrambi, però, invece di fare quadrato e di dividersi le responsabilità si stanno allontanando ogni giorno che passa. L’allenatore, con il rammarico di non aver visto arrivare nessuno dei giocatori che aveva chiesto. Un mugugno che parte piano piano durante il ritiro che poi è deflagrato dopo la sconfitta di San Siro. Sarri ha provato a mettere qualche pezza, ma il danno era fatto e le parole erano state pronunciate. Il presidente, che non accetta quelle frasi, quelle riferite al mercato, ma anche al fatto che la Lazio non sia una “grande squadra in grado di competere con le prime“. Concetti che il patron laziale non vuole neanche che si pensino. E che si fa allora?

Lazio: una divisione interna, ma anche le spine dei rinnovi

In tutto questo c’è la strana atmosfera che si respira all’interno dello spogliatoio, ma non da adesso, da un po’ di tempo e, a poco a poco, sta venendo fuori e si esprime sul lavoro quotidiano e sul campo. Lotito e anche Sarri stanno verificando con mano cosa significa avere un dirigente che conosce perfettamente le dinamiche interne e spesso e volentieri interviene in modo che pochi se ne accorgano. Il nuovo arrivato Fabiani cerca di mettere pezze ovunque, ma i giocatori, soprattutto quelli “anziani“, non è che lo considerino più di tanto. Non per maleducazione, solo che non hanno sintonia e un rapporto, quindi non si confidano. Lo rispettano per il ruolo, ma poi non si fa nulla. Il patron, impegnato tra Senato e beghe di Forza Italia, pensa di risolvere urlando e sbraitando.

Sarri e Lotito in crisi
L’attaccante della Lazio Ciro Immobile e l’esterno offensivo Mattia Zaccagni (Tvplay.it)

I giocatori, dal loro punto di vista, pensano a fare il loro lavoro e giocare, ma in tanti sono distratti dalla situazione e preoccupazione. Come se avessero inconsciamente “una piccola crisi di rigetto” nel lavoro quotidiano. Ma non solo. Alcuni di loro aspettano da mesi che Lotito mantenga le promesse che aveva fatto l’anno scorso durante il fantastico cammino che ha portato la Lazio al secondo posto e alla qualificazione in Champions. Uno di questi è Mattia Zaccagni che attende il rinnovo di contratto da almeno sette mesi. E’ tutto pronto ogni volta, ma poi succede sempre qualcosa che si rimanda. E le parole del suo procuratore qualche settimana fa, ne sono la dimostrazione. Ora tutto è in silenzio, ma non si è mosso nulla da quelle frasi sibilline di Giuffredi. Ma ci sono anche Casale, Lazzari, Romagnoli, l’eroe di coppa Provedel altri che sono appena arrivati che mugugnano anche per le parole di Sarri. Per non parlare di Ciro Immobile e della sua amarezza e difficoltà. Insomma, o si corre ai riparti oppure la Lazio rischia di fare una brutta figura.

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