Claudio Ranieri nel prossimo turno ospiterà la Roma: il tecnico si confessa e si lascia andare anche sulla squadra giallorossa
Cinquant’anni nel calcio da festeggiare il prossimo 4 novembre, tra calciatore ed allenatore e la voglia viva ancora come il primo giorno. Claudio Ranieri è impegnato nell’ennesima avventura della sua carriera, provare a salvare il Cagliari che la scorsa stagione è riuscito a far salire in Serie A quasi nell’ultimo minuto utile dello spareggio contro il Bari.
In una lunga intervista rilasciata al Corriere dello Sport ha ricordato come Scopigno fu il tecnico che lo fece esordire in Serie A, non Trebiciani che lo lanciò nella mischia nella Coppa Anglo-italiana. Un tecnico di campo, come ha raccontato, rispondendo ad Abramovich. “Non voglio fare il manager, né contrattazioni, voglio indicare solo i calciatori che mi stanno bene“.
“Nella stagione ’90/’91 salvai il Cagliari staccandomi dal 3-5-2 che facevamo quasi tutti. Per l’attenzione alla tattica credo che il nostro campionato sia il più difficile, perché all’estero non la curano molto” ha aggiunto, ammettendo anche che in questo momento vorrebbe qualche punto in più in classifica per il suo Cagliari. Nessun rimpianto, però; “della mia carriera sono contento, sono più che soddisfatto ed a chi sta iniziando gliela auguro“.
“A Cagliari, nei miei tre anni, capii che potevo fare l’allenatore” ha ricordato l’allenatore del Cagliari che ha spiegato il suo non essere mai sopra le righe. “Gli alibi non fanno per me, non mi piace dare la colpa all’arbitro oppure al mercato o al calciatore e cerco di mettermi dalla parte di chi legge il giornale o guarda la tv“.
Il Cagliari ospita la Roma, la “sua” partita; “Mourinho è un grande, la mia Roma più bella fu quella presi da Spalletti a zero. Più punti dell’Inter del Triplete, arrivammo secondi a due lunghezze. Da tifoso della Roma sarebbe stato bellissimo lo scudetto“. Ranieri ha anche ammesso come il Cagliari sarà il suo ultimo club, aprendo però all’esperienza in una Nazionale, dopo quella non andata a buon fine con la Grecia. Rimpianto anche l’esperienza bis al Valencia, esonerato dopo la prima crisi, a Cagliari è tornato anche grazie alle parole di Gigi Riva.
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