Come sta Schumacher? Torna a parlare Jean Todt: “Posso dire una cosa”

In una recente intervista, il manager francese è stato nuovamente interrogato sulla salute dell’ex pilota tedesco: le sue parole

A breve saranno trascorsi dieci anni da quel tragico 29 dicembre 2013, giorno in cui Michael Schumacher fu vittima di un grave incidente a Méribel, in Francia, durante un’escursione su una pista da sci. Il sette volte campione del mondo urtò con la testa contro una roccia, riportando un trauma cranico con emorragia cerebrale. Le sue condizioni apparvero gravi sin da subito.

Trasportato all’ospedale di Grenoble, l’ex ferrarista fu sottoposto d’urgenza a un intervento neurochirurgico, poi fu tenuto in coma farmacologico per ben sei mesi, fino al 16 giugno 2014, quando iniziò un percorso riabilitativo al centro di neuroscienze dell’ospedale universitario di Losanna. Nel mese di settembre dello stesso anno venne dimesso, e da quel momento ne si conosce pochissimo sullo stato di salute, dato che la famiglia ha deciso di tutelare la sua privacy mantenendo un assoluto riserbo.

Todt e le condizioni di Schumacher: “Vado a trovarlo regolarmente”

Il riserbo è assoluto ed è veramente ristretto il gruppo di persone a cui è concesso far visita a Schumacher. Tra queste vi è Jean Todt, ex dirigente del reparto motorsport della Ferrari, diventato col tempo un degli uomini più importanti nella carriera e nella vita del tedesco. Basti pensare ai successi ottenuti assieme con la Scuderia di Maranello tra il 2000 e il 2004, dopo anni spesi faticosamente alla ricerca della competitività. Proprio Todt nelle ultime ore ha concesso una lunga intervista ai microfoni de La Stampa in cui si è soffermato su Schumacher.

Todt condizioni Schumacher
Todt torna a parlare delle condizioni di Schumacher (AnsaFoto) – Tv Play

“Michael è un amico, lo considero parte della mia famiglia. Vado a trovarlo regolarmente, in passato abbiamo seguito dei Gran premi in tv”, ha detto Todt chiamato a parlare di Schumacher. Quindi, i colleghi del noto quotidiano hanno cercato di incalzarlo sullo stato di salute del tedesco. Ma lui, come di consueto, ci ha tenuto a mantenere fede alla scelta della famiglia e ha sottolineato che si tratta di una “questione privata“. “L’unica cosa che dico è che adoro Michael, adoro la sua famiglia ed è giusto rispettarne la privacy, ha aggiunto il francese in conclusione, senza lasciare spiragli ad ulteriori domande.

Vedremo se prima o poi la moglie di Schumi, Corinna, o i suoi figli, Mick e Gina, decideranno di rilasciare un piccolo aggiornamento per accontentare i fan che da dieci anni desiderano di sapere la verità. Con il doveroso rispetto per il dolore di una famiglia, sarebbe anche opportuno farlo considerata la caratura del personaggio e ciò che ha rappresentato per milioni di persone.

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