PISTOCCHI: “SUPERLEGA RISCHIA DI DIVENTARE UN TORNEO MINORE. NAPOLI CON POCA MENTALITA’, GIOCATORI PERSI DOPO ADDIO DI SPALLETTI”

Maurizio Pistocchi, noto giornalista sportivo, è intervenuto in esclusiva ai microfoni di TVPlay.

“LA SUPERLEGA E’ CAMBIATA MA RISCHIA DI DIVENTARE UN TORNEO MINORE” “La proposta attuale della Superlega non è la stessa che era stata formulata dalla triade Florentino Perez, Andrea Agnelli e Joan Laporta. Quello era un sistema chiuso che prevedeva la partecipazione delle solite grandi squadre senza alcun fattore meritocratico. Da allora molte cose sono cambiate: dei 12 fondatori ne sono rimasti soltanto due. Il nuovo progetto prevede tre leghe con 64 squadre totali che partecipano ed è un sistema migliorativo, anche se delle problematiche rimangono. Tra i grandi club in molti si sono espressi contro alla Superlega. Il governo inglese è intervenuto affermando che, per legge, i club inglesi non potranno partecipare quindi si rischia che diventi un torneo minore. Poi quando si giocherebbero queste partite? Durante la settimana o nei week-end? Se giochi al mercoledì o giovedì diventa scontato il fatto che non puoi partecipare alle competizioni europee. Un altro interrogativo riguarda gli arbitri: chi è che dirigerebbe le partite? Ogni paese ha una sua federazione arbitrale e con gli arbitri che svolgono una carriera meritocratica”.

“SENTENZA HA STABILITO CHE IL COMPORTAMENTO DELLA UEFA IMPEDISCE LA LIBERTA’ DI IMPRESA” – “Oggi la Corte di Giustizia Europea ha detto che il comportamento della UEFA impedisce la libertà d’impresa, ma da qui a dire che si farà la Superlega ce ne passa. Tutto ciò mi ricorda quando negli anni ’80 Berlusconi lanciò la proposta di un campionato europeo soltanto con le squadre di club. Cosa successe? Nella Champions ’88-’89 al Milan vennero negati tre gol con la palla che era entrata di un metro, ci fu quindi subito un atteggiamento della UEFA di totale opposizione. Ma proprio da quel progetto nacque la nuova Champions League”.

“PROPOSTA SUPERLEGA NASCE PERCHE’ I CLUB SONO IN DIFFICOLTA’ ECONOMICA” – “Io credo che alla fine succederà quello che è il male minore, ovvero andranno a redistribuire le risorse in maniera diversa. Io ritengo che ci siano molte difficoltà nel mettere in piedi un progetto simile senza club così importanti. Il problema nasce perché arrivano pochi soldi e il calcio di oggi costa tanto, con le società che sono tutte in deficit a parte alcune virtuose come il Napoli. Inter, Juventus e Roma sono tutte in grande difficoltà, ma anche all’estero è così. Il progetto nasce per avere più denaro per sistemare i debiti. La Juventus è il club più prestigioso in Italia, di proprietà della famiglia più ricca del paese, quando fu presa la presidenza da Andrea Agnelli aveva un valore in borsa di un certo tipo, mentre nel 2018 valeva 1 miliardo e 700 milioni. Oggi, dopo 5 anni disastrosi, ne vale 600 milioni. Ha bruciato una serie di ricapitalizzazioni operate dalla Exor. Per questo motivo bisogna ridiscutere le risorse e Agnelli aveva ragione”.

“IL NAPOLI HA PROBLEMI DI MENTALITA’, GIOCATORI PERSI DOPO L’ADDIO DI SPALLETTI” – “La crisi Napoli parte dalla rottura con Spalletti, che è stata causata dal rimprovero di De Laurentiis sull’eliminazione in Champions con il Milan. Io da quest’estate dicevo che la scelta di prendere Rudi Garcia era sbagliata perché veniva da un esonero in Arabia Saudita ma in generale le sue recenti esperienze non erano positive. La squadra ha anche lavorato male in estate, non è mai entrata in condizione e ha perso il giocatore chiave che permetteva di mantenere la linea difensiva alta, ovvero Kim. Se andate a vedere i numeri, perché le statistiche ti dicono se hai la padronanza del gioco, sono sempre stati migliori di quegli degli avversari, anche quando ha perso. Questo significa che c’è un evidente problema mentale. Questa è una squadra che si è sentita privata dell’allenatore e alcuni giocatori avevano un grande rapporto con Spalletti, tipo Kvara e Osimhen. Si è creato un ambiente poco convincente e Mazzarri ha avuto la possibilità di fare pochi allenamenti. Il tecnico sta cercando di aggiustare un po’ le cose. Nella partita con il Frosinone se avessero segnato 3-4 gol nessuno avrebbe detto nulla, poi ha subito dei gol con degli errori individuali clamorosi. Roma-Napoli? E’ decisiva perché chi perde questa partita va in difficoltà. Per i giallorossi è fondamentale il rientro di Lukaku che è stato decisivo dal suo arrivo e penso che il Napoli farà fatica a marcarlo”.

 

 

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