Il disegno della dirigenza nerazzurra potrebbe esser guastato dall’inserimento di alcuni club inglesi: concorrenza spietata
Chiamato a sostituire un certo André Onana – che sta combinando degli autentici disastri al Manchester United, ma che nello scorso anno è stato uno dei migliori nell’arco di tutto la stagione per rendimento – Yann Sommer sta riscuotendo ampi consensi.
A conti fatti, dopo 19 gare di campionato e 6 di Champions League, all’esperto portiere svizzero si può imputare un solo piccolo errore: quello commesso a Marassi contro il Genoa in occasione del colpo di testa di Dragusin che ha sancito il definitivo pareggio dei rossoblù.
Prima e dopo Genova, sono state invece tante le occasioni in cui l’ex Bayern Monaco ha dato sicurezza al reparto e ai tifosi nerazzurri, producendosi in interventi prodigiosi che spesso, come a Napoli, hanno consentito alla difesa di reggere botta. Prima che poi, nel corso della partita, si scatenasse la temibile batteria degli avanti a disposizione di Simone Inzaghi.
La carta d’identità dell’elvetico dice 35 anni, compiuti lo scorso 17 dicembre: inevitabile che, al netto di un’affidabilità fuori discussione, l’Inter si stia guardando intorno a caccia del suo erede.
Per la verità, per un certo periodo di tempo, un giovane portiere si pensava di averlo già in casa. Si tratta di Brazão, il 23enne sotto contratto fino al giugno del 2024 e mandato in prestito dall’Albacete all’Oviedo, passando per Cruzeiro, Spal ed infine Ternana. Dove, per inciso, non ha ancora neppure esordito.
Come riferito da indiscrezioni delle ultime settimane, il club nerazzurro avrebbe messo da tempo gli occhi su Bento, 24enne estremo difensore dell’Atletico Paranaense, che ha estimatori anche in Portogallo. L’Inter avrebbe anche una sorta di prelazione sul portiere verdeoro, ma l’avanzata dei club inglesi potrebbe rappresentare un ostacolo quasi insormontabile.
La società brasiliana, consapevole della possibile asta che potrebbe scatenarsi sul suo gioiello, chiede 15 milioni di euro per il cartellino di Bento. Una cifra che le società d’Oltremanica non avrebbero troppi problemi a mettere sul piatto, ma che dall’altra parte sono ritenuti eccessivi da Marotta e soci.
Il lavoro di scouting fatto in Brasile rischia di andare in fumo: quasi impossibile infatti, come spesso accade, competere con la potenza economica dei club di Premier, che hanno ormai sdoganato anche i colpi esotici in una sorta di pigliatutto all’ultima sterlina.
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