PRANDELLI: “INTER-JUVE, PRESSIONE TUTTA SU ALLEGRI. NON TORNO IN PANCHINA, MA VORREI INSEGNARE CALCIO AI GIOVANI”

L’allenatore Cesare Prandelli è intervenuto in esclusiva ai microfoni di TvPlay

INTER-JUVE SARA’ DI GRANDE INTERESSE CALCISTICO. ALLEGRI AVRA’ PIU’ PRESSIONI” – “Sarà una partita molto bella ed entusiasmante. L’Inter è molto più forte, ma la Juve ha trovato la sua sicurezza. E’ più compatta. Sarà una partita da vedere soprattutto dal punto di vista tattico. Se Inzaghi o Allegri cambieranno qualcosa, sarà un momento di grande interesse calcistico. Non vedo l’ora di vederla. E’ una partita molto importante per la Juve, non per l’Inter. Pressione tutta su Allegri? Esatto, perché l’Inter deve anche recuperare una partita”.

C’E’ POCO DI MIO IN VLAHOVIC. L’ATTACCANTE DEVE ESSERE MESSO AL POSTO GIUSTO” – “Quanto c’è di mio nell’affermazione di Dusan Vlahovic? Poco e nulla. L’allenatore deve essere a disposizione dei giocatori e farli rendere al meglio nel proprio ruolo. Spesso dimentichiamo che l’individualità è importantissima nel calcio. Mettere il giocatore nel posto giusto. Io penso che gli attaccanti devono essere attaccanti. Devono essere punti di riferimento in uscita, ma non sempre. Molto spesso la coralità della squadra può aiutare l’attaccante, che deve finalizzare. Mi chiedono spesso perché non nascono più attaccanti. Perché forse nelle scuole calcio sono più incentrati a lavorare per il collettivo. Dobbiamo rispettare le caratteristiche fin da bambini. Gli attaccanti piccoli non possono fare sponda e appoggio, ma devono divertirsi in area di rigore. Con Dusan è stato semplicissimo: ho registrato un po’ la sua posizione”.

NEI SETTORI GIOVANILI SI TORNI A MIGLIORARE LE INDIVIDUALITA’ DEI CALCIATORI” – “Si è smesso di insegnare calcio? Noi lo giudichiamo quando c’è l’ingresso dei grandi calciatori in Serie A o arrivano a diventare professionisti ma molto spesso non sono ancora completi. E’ il ragazzino che dev’essere plasmato. Faccio un esempio: Retegui è un centravanti libero. Se agli attaccanti continui a chiedere di venire in contro, spalle alla porta, appoggio, muro sponda… sono disorientati! Sono attaccanti puri, non hanno un comportamento ben definito. Di fatti stan facendo fatica. Mi auguro che i nostri settori giovanili tornino a migliorare le individualità dei calciatori. Altrimenti non ci saranno più le mezze punte, non ci saranno più gli attaccanti. Saranno tutti bravi sotto l’aspetto organizzativo, ma tralasciano la cosa più importante: la caratteristica individuale dei calciatori”.

SPALLETTI SI INVENTERA’ QUALCOSA CON NAZIONALE” – “Spalletti un simbolo. E’ un allenatore che ha fatto tutte le categorie. Ha trasformato le sue squadre in base alle caratteristiche, come Totti falso nueve. Giocatori come Totti non puoi ingabbiarli e devi esaltare quelle qualità. Il merito degli allenatori è proprio questo: non devi snaturare questi ragazzi. E sono convinto che Spalletti si inventerà qualcosa per la Nazionale, perché un sistema perfetto è troppo complicato da trovare. E allora la genialità del mister è far esaltare due-tre individualità e giocare per loro, sempre con una coralità. Il Napoli l’anno scorso aveva un tracciato e una mentalità costruttiva incredibile, ma Spalletti ha sempre rispettato le caratteristiche dei calciatori”.

YILDIZ E’ STATA LA FORTUNA DI VLAHOVIC” – “Camarda è molto giovane e talentuoso. Yildiz è stata la fortuna di Vlahovic. Non diamogli un ruolo, ha talento: Il primo controllo è sempre orientato verso la profondità. Sembra una cosa difficile da capire a livello teorico, ma è abbastanza semplice. E questi giocatori vanno esaltati, se non c’è l’imprevedibilità, se non c’è l’uno contro uno per saltare l’avversario diventa complicato. Le partite diventano noiose, con possesso palla fertile, con una mancanza di capacità di attaccare gli spazi fuori tempo. Mi auguro di vedere ancora giocatori con queste caratteristiche importanti”.

DOLOROSO RIPENSARE ALLE DIMISSIONI DALLA NAZIONALE, MA SONO STATI 4 ANNI MERAVIGLIOSI” – “Mie dimissioni dopo il Mondiale in Brasile? Riaprire questa fase della mia carriera è molto doloroso. Non è stato facile, ma sono convinto che quando un allenatore va 14 volte in fuorigioco contro il Costa Rica, qualcosa dal punto di vista della preparazione tattica te la devi assumere. Quel Costa Rica è andato avanti, è stata la sorpresa del Mondiale. Ma io ricordo i 4 anni meravigliosi. La Nazionale mi ha regalato la popolarità immensa. Ancora oggi mi chiamano e mi fanno complimenti per le partite fatte in Azzurro. Noi con la Spagna e la Germania abbiamo letto bene la partita. La Germania degli EURO 2012 era una delle prime squadre che pressava alto in modo meticoloso, ma lo lo faceva soprattutto sugli esterni. E allora pensammo di giocare centrali, stretti in mezzo al campo, con fraseggi tra De Rossi e Pirlo. Loro ebbero molte difficoltà. E quando perdi le certezze non sei perfetto. Noi cogliemmo l’attimo. La Nazionale è di tutti, ti regala cose meravigliose. Auguro a Luciano Spalletti di togliersi tantissime soddisfazioni. E’ felice, hanno entusiasmo, tutto viene trasmesso ai giocatori e ai tifosi”.

NON TORNO PIU’ IN PANCHINA, MA HO VOGLIA DI FARE QUALCOSA DI NUOVO” – “Non ho voglia di tornare in panchina. Sto bene. Basta, panchina no. Ho ancora voglia di fare qualcosa di nuovo sì, studio ancora calcio. Ho sempre fatto questo. Ma la panchina no, ho deciso in maniera serena e coscienziosa”.

VORREI FAR CRESCERE ALLENATORI GIOVANI” –  “Ci sono tante opportunità per insegnare calcio. Mi piacerebbe confrontarmi con altri allenatori e far crescere allenatori giovani. E’ un patrimonio che non va buttato via, perché tutti possono portare qualcosa. Inn questo calcio, quello che vedo io, le figure che sono state importanti e che sono stati determinanti, nelle nuove società fanno fatica a imporsi. I grandi club devono mantenere il senso di appartenenza. Un esempio è il caso Maldini. Paolo dovrebbe stare sempre a Milanello, per quello che hanno fatto. La sensazione è che gli ex diano fastidio”.

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