MONCALVO: “ELKANN INDAGATO PER REATO FISCALE. NON E’ UN GRANDE MANAGER, NON SA FARE PACE NEANCHE CON SUA MADRE”

Il giornalista e scrittore Luigi “Gigi” Moncalvo è intervenuto in diretta ai microfoni di TvPlay. 

“INDAGINI PER ELKANN RAPPRESENTANO LA LEGGE DEL CONTRAPPASSO” – “Il proprietario della Juventus indagato? E’ la legge del contrappasso. Dicevo che Andrea, il cugino, quando si è trovato nei guai, John Elkann è stato spietato e crudele nei suoi confronti, anzi non ha avuto il garbo di dichiarare la presunzione di innocenza, ovvero finché non c’è una condanna devi considerare il prossimo come una persona pulita. Ora si sta verificando il contrario. Il signor Elkann ora è indagato e mi chiedo se dobbiamo utilizzare i suoi stessi criteri ed essere spietati, oppure dobbiamo pretendere le dimissioni da Exor e Stellantis?”

“LE GRANDI AZIENDE HANNO UN CODICE ETICO, PER ELKANN REATO DI TIPO FISCALE” – “Tutte le grandi compagnie hanno un codice etico che prevede delle forme di sanzioni sia per chi ha ruoli poco importanti sia per i dirigenti di alto livello. La qualifica di indagato fa sì che una persona che siede in un consiglio d’amministrazione di una multinazionale non debba creare imbarazzo nei propri partner, specie come nel caso di Stellantis, è al di là della pertinenza o meno del reato che viene addebitato a John Elkann, cioè di tipo fiscale di aver collaborato con il suo commercialista nella falsificazione e omissione di una denuncia dei redditi”.

“PRESIDENTE DELLA JUVE NON E’ STATO SCELTO PER MERITI CALCISTICI” – “La motivazione vera e, non quella detta da Andrea Agnelli, ai tempi delle dimissioni deve valere anche per un signore che guida una multinazionale, specie se quest’ultima andrà a creare imbarazzo in personaggi che sono espressioni del governo francese visto che parliamo di una compagnia non italiana: 10 componenti del consiglio d’amministrazione sono francesi e poi c’è Elkann che non ha esitato a sostituire Agnelli con un esponente del governo francese. Il problema non è la Juventus ma questo intreccio di prestanome perché anche da questa vicenda si capisce che il presidente dei bianconeri non è stato scelto per meriti sportivi o calcistici”.

“ELKANN NON E’ NEMMENO CAPACE DI FARE PACE CON SUA MADRE” “John Elkann nel 2006 non era ancora diventato grande come lo è ora, ma soprattutto non aveva ancora la tutela di certi personaggi. Non può considerarsi un grandissimo manager poiché non è nemmeno capace di fare la pace con sua madre. Un grande manager deve sapere affrontare le situazioni, costi quel che costi. Ma non solo. Visto che la Meloni aveva avuto parole forti contro Stellantis, Elkann si è fatto ricevere da Mattarella per far credere che lui valga più della Meloni. Il Quirinale, ogni volta che c’è un’udienza ufficiale da parte del capo dello stato, diffonde un comunicato ufficiale di quattro righe che dà una forma di validità a questo incontro e nel caso dell’incontro con Elkann non c’è stato questo comunicato, e ciò significa che Mattarella non si è prestato a questo gioco”.

 

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