DELIO ROSSI: “SORPRESO DA THIAGO MOTTA E INZAGHI. L’EPISODIO DI LJAJIC MI HA CONDIZIONATO MA TANTA IPOCRISIA NEL CALCIO”

Delio Rossi, storico allenatore italiano, è intervenuto in esclusiva ai microfoni di TVPlay.it: le sue dichiarazioni a “The Lunch Dance”.

“SEMPRE LEALE E ONESTO CON I TIFOSI A DIFFERENZA DI ALTRI ALLENATORI” – “Non ho mai preso in giro nessuno, dicendo sempre la verità e quando non potevo dirla sono stato zitto. Bisogna avere rispetto della gente, io come allenatore sono il gestore del momento della squadra che però non è mia, nemmeno del presidente e dei giocatori ma di chi gli vuole bene ovvero i tifosi e non hai mai sfruttato la loro passione. Ci può essere qualcuno che lo faccia con certi atteggiamenti, comportamenti, dichiarazioni magari allenando una squadra solo come trampolino di lancio per andare da un’altra parte. Io nel momento che alleno una squadra penso di allenare il Real Madrid e restare per sempre. Poi magari il rapporto per diversi motivi si può interrompere ma voglio sempre lasciare un buon ricordo ma non come allenatore ma come persona”.

“IL PALERMO LA SQUADRA PIU’ FORTE CHE HO ALLENATO” – “Dal punto di vista tecnico e di potenziale la squadra più forte che ho allenato era Palermo dove sfiorammo la Champions League, perdendola solo all’ultima giornata, e andammo in Europa League. La squadra a cui sono più legato invece è la prima salernitana della Serie C”.

“LA NAZIONALE E’ UN SOGNO PER TUTTI MA SONO PIU’ UN ALLENATORE DI CLUB” – “A chi non piace allenare la Nazionale ma sicuramente è diverso che farlo in una squadra di club. Per quando mi riguarda io sono più allenatore che selezionatore, è un altro modo di interpretare il lavoro deve avere buoni collaboratori facendo un lavoro più di gestione e meno di campo”.

“SORPRESO DA THIAGO MOTTA, IL BOLOGNA E’ INFERIORE ALLE RIVALI PER LA CHAMPIONS” – “Quest’anno in Serie A mi ha sorpreso Thiago motta che pensavo fosse bravo ma non così tanto. Il Bologna gioca bene e sta meritando la posizione che ha, non ha una rosa superiore alle altre. Sicuramente mi sorprenderei se resistesse e arrivasse al quarto posto perché sulla carta ci sono squadre che erano e sono più attrezzate”.

“STUPITO DA INZAGHI, DIFFICILE PREVEDERE CHE SAREBBE DIVENTATO UN GRANDE ALLENATORE” – “Ho visti tanti calciatori che poi sono diventati bravi allenatori perché forse hanno imparato dalle miei insegnamenti. Simone Inzaghi stato un mio giocatore però si fatica a dire chi da giocatore può diventare un grande allenatore nel momento stesso che lo alleni. Lo status cambia perché da calciatore pensi solo a sé stesso mentre all’allenatore è il contrario. Sicuramente Inzaghi ha condiviso lo spogliatoio della Lazio con tanti campioni e coltivi una sensibilità calcistica diversa ma da lì a dire che sarebbe diventato un allenatore di questo calibro mi sarei sorpreso quindi onore e merito a lui”.

“NON HO RIMPIANTI MA L”EPISODIO CON LJAJIC MI HA CONDIZIONATO LA CARRIERA” – “Col senno del poi dopo che le battaglie le hai combattute sono tutti bravi a fare generali. Secondo me le persone non devono vivere di rimpianti, ho avuto quello che mi sono meritato. Certo l’episodio di Ljajic mi ha tolto tanto, mi ha condizionato la carriera ma secondo me c’è tanto perbenismo e ipocrisia nel calcio come ultimamente negli episodi di D’Aversa e Acerbi perché se un gesto è sbagliato a livello pubblico lo è anche nel privato e invece hanno due valenze diverse. E’ stato più un fatto scenico, sono scivolato se no non sarebbe successo quello che è successo, se fosse successo negli spogliatoio non lo avrebbe saputo nessuno o se avessimo vinto avrebbe avuto un’altra rilevanza. E’ facile parlare seduti sul divano davanti alla televisione ma per avere un giudizio su una persona devi conoscerla e viverla”.

“CAVANI UN ANIMALE, MI SAREBBE PIACIUTO ALLENARE MILINKOVIC-SAVIC” – “Il giocatore che mi sarebbe piaciuto allenare è Milinkovic-Savic. E’ il mio prototipo di mezz’ala, un centrocampista che incarna tutte le doti di fisicità, tecnica, personalità e corsa. Il più forte fisicamente invece è stato Cavani che era un animale mentre di talentuosi ce ne sono stati tanti come Pastore, Ilicic e Pandev”.

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