DOMENICO TOSCANO: “IL MIO MODELLO E’ STATO GASPERINI. IL SOGNO E’ LA SERIE A MA NEL CALCIO DI OGGI NON E’ FACILE IL DOPPIO SALTO”

Domenico Toscano, allenatore del Cesena, è intervenuto in diretta ai microfoni di TVPlay: le sue parole nel programma “The Lunch Dance”.

“GUARDIAMO AL RECORD MA CI INTERESSA PIU’ LA PRESTAZIONE” – “A prescindere dal record, siamo andati avanti non guardando il risultato ma la prestazione e la crescita costante del gruppo durante questa annata e così faremo in queste ultime quattro partite perché i festeggiamenti sono già finiti”.

“IL SOGNO E’ ARRIVARE IN SERIE A MA OGNUNO HA IL SUO PERCORSO” – “Ci sono tanti allenatori che hanno fatto tanta gavetta come i calciatori hanno un loro percorso c’è chi ha l’opportunità subito e riesce con la bravura a sfruttarla; chi invece deve lavorarci sopra per crearsi l’opportunità giusta probabilmente io sono uno di quest’ultimi. Il sogno è quello di arrivare più in alto possibile”.

“DIFFICILE IL DOPPIO SALTO DI CATEGORIA MA CATANZARO UN ESEMPIO” – “Ci tanti esempi del doppio salto di categoria ma più in passato, adesso il calcio è cambiato e sempre più difficile. Sto guardando anche il Catanzaro e quest’anno sta facendo benissimo in Serie B propendo un grande gioco che si vede da poche parti. L’importante è costruire un percorso, programmarlo bene perché poi il calcio è uno sport ma è una cosa serie da strutturare bene”.

“ERO CONVINTO CHE AVEVANO UN POTENZIALE PER VINCERE” – “Ero consapevole che se avessimo fatto le cose per bene non commettendo magari qualche errore fatto l’anno scorso, dove non abbiamo vinto ma abbiamo comunque fatto numeri punti importanti, avevano in mano il potenziale per vincere il campionato”.

“ABBIAMO GIOVANI INTERESSANTI CHE POSSO DIVENTARE DEI CAMPIONI” – “Noi abbiamo avuto la fortuna anche il coraggio di far esordire e rendere protagonisti sette calciatori del vivaio del Cesena che non è una cosa facile coniugandola anche alla vittoria del campionato. Ci sono dei giovani interessanti, poi in generale la Romagna è una terra che ha sempre tirato fuori dei grandi campioni. Mi auguro che qualcuno di questi possa fare un percorso importante perché hanno le potenzialità per farlo”.

“IMPRESSIONATO DA FOLORUNSHO, SAPEVO AVREBBE SFONDATO” – “Non è facile con i giovani devi avere una mente allenata di guardare oltre e non al momento. Noi avevano seguito Folorunsho quando stava alla Virtus Francavilla, poi ha avuto due anni non felicissimi con anche infortuni ma avevano intravisto in lui uno strapotere fisico incredibile e dissi allo staff che se lui riusciva a capire la sua strada soprattutto mentalmente perché ero molto istintivo e autocritico sarebbe arrivato ad alti livelli”.

“NON MI PIACE ESSERE CHIAMATO IL CONTE DELLA SERIE C” – “Non mi fa piacere il soprannome “il Conte della Serie C”. Sono un allenatore diverso rispetto agli altri anni e altre vittorie. A Cesena si è fatto qualcosa di diverso sotto l’aspetto di prendersi cura di ogni calciatore, del gruppo, di tutte le persone che lavorano intorno alla squadra. I numeri e i risultati ne sono la testimonianza, non piace questo modo di etichettarmi”.

“MI SONO ISPIRATO A GASPERINI PER IL MODO DI FARE CALCIO” – “Quando inizio questo mestiere fantastico ma difficilissimo cerchi di capire chi si avvicina di più al tuo modo di voler far calcio. All’inizio la mia fonte d’ispirazione è stato Gasperini, l’ho seguito anche da vicino ma il calcio è in continua evoluzione e si può vincere in tanti modi però l’importante è sentire tuo quello che fai”.

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