Continua a far discutere il gesto di Gianluca Mancini nel post derby contro la Lazio. Anche il mondo della politica prende posizione
La bandiera della Lazio con un topo come simbolo sventolata dal difensore della Roma Gianluca Mancini al termine del derby vinto dai giallorossi ha scatenato una vera e propria tempesta. Le polemiche si sono susseguite a ritmo incalzante fin dai primi istanti successivi alla conclusione della partita che la Roma si è aggiudicata proprio grazie al gol decisivo del difensore toscano. E a nulla sono valse le scuse del diretto interessato che attraverso i canali ufficiali del club ha chiarito il senso del suo gesto. Tra l’altro, notizia di questo pomeriggio, la Procura della Federcalcio ha avviato un’indagine per stabilire se e in che termini sanzionare Mancini.
Al disappunto dei tifosi laziali ha fatto da contraltare l’entusiasmo, espresso con una buona dose di goliardia, della tifoseria giallorossa. Ma intanto il dibattito sul gesto compiuto dal difensore romanista si è acceso e nelle ultime ore anche dal mondo della politica si sono levate critiche molto pesanti.
In particolare ha preso la parola attraverso un lungo comunicato ufficiale il vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Alfredo Antoniozzi, dal quale è partita una nota di inequivocabile censura nei confronti di Gianluca Mancini.
Questa è la dura presa di posizione di Antoniozzi pubblicata sui suoi profili social: “Gianluca Mancini, giocatore della Roma e della nazionale, autore del gol decisivo nel derby tra Roma e Lazio, a fine partita ha sventolato una bandiera della Lazio con un topo di fogna. Tutto questo dopo che la mattina alcuni ‘tifosi’ delle due squadre avevano dato sfogo alla loro inciviltà”.
Antoniozzi prosegue nella sua intemerata contro l’ex difensore dell’Atalanta: “Mi chiedo se un professionista che guadagna milioni di euro l’anno e che indossa la maglia dell’Italia possa fare queste cose e mi conforta che un grande dirigente sportivo come Antonello Valentini abbia pubblicato su Facebook un post in cui censura fortemente ciò che ha fatto il calciatore”.
Il deputato del principale partito di maggioranza precisa poi di non considerare responsabile del gesto di Mancini la Roma, a suo dire estranea rispetto al gesto del suo tesserato: “Ovviamente la Roma non c’entra nulla. Certamente in un derby inglese nessun calciatore si sarebbe comportato in questo modo. Un altro pessimo esempio per i giovani che arriva da un nazionale”.
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