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COBOLLI GIGLI: “INGRATI CON ALLEGRI. LA DIRIGENZA HA CAMBIATO ATTEGGIAMENTO. THIAGO MOTTA PUO’ RILANCIARE LA JUVE”.

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Leonardo Zullo

L’ex presidente della Juventus Giovanni Cobolli Gigli è intervenuto in diretta su The Lunch Dance a TvPlay.

NON E’ STATA LA JUVE CHE MI ASPETTAVO, I GIOCATORI FACCIANO QUALCOSA” – “E’ stato un grande dispiacere che la Juve abbia compromesso la buona situazione creatasi all’inizio, non è stata la Juventus che mi aspettavo. Le ultime partite hanno dato segnali di ripresa, ma bisogna cercare di vincere e non basta pareggiare contro il Torino. Questo punto di arrivo in Champions è fondamentale per i conti, per il morale dei tifosi, e bisogna che qualcuno faccia qualcosa. E per qualcuno intendo i giocatori, che hanno perso quello spirito forse da quando hanno iniziato a capire di non essere più in corsa per lo Scudetto”.

IO ALLEGRIANO. LA JUVE HA CAMBIATO ATTEGGIAMENTO E THIAGO MOTTA PUO’ RILANCIARLA” – “Thiago Motta è un giovane allenatore che sta sicuramente facendo bene e sta ottenendo molto da una squadra valida come il Bologna. E’ un ragazzo che può preso da una squadra che deve rilanciarsi, come la Juventus, con un numero di giocatori giovani gestiti da persone capaci. Detto tutto ciò sono sempre stato un Allegriano, perché Max mi piaceva come allenatore anche se il gioco effettivamente non è mai stato sfavillante, come il gioco che ci aspetteremmo dalla Juve. Se lo confermerei? La situazione di Allegri è stata un po’ compromessa da questo questo periodo lungo di risultati non positivi. Quando mi muovo e incontro delle persone sento giudizi non positivi sul futuro di Allegri alla Juventus. E mi sembra di capire dall’atteggiamento della dirigenza e del suo maggiore azionista – maggiore perché la Juve è quotata in borsa da azionisti e bisogna tenere conto che più del 30% di azioni sono dei tifosi come me che detengo qualche azione del club e non so quanto condividano le posizioni dell’azionista di maggioranza – Se si deve leggere tra le righe quello che è stato scritto nel comunicato di Exor, sembra che ci sia stato un cambiamento di atteggiamento. Allegri è rimasto trascurato in quelle righe. C’è una celebrazione importante di Giuntoli, ma sembra che la ruota sia un po’ girata e che le mutevoli idee degli azionisti di maggioranza si siano posizionati su posizione di rinuncia ad Allegri”.

INGRATITUDINE CONTRO ALLEGRI, NON E’ L’UNICO RESPONSABILE” – “Troppe critiche contro Allegri? Il calcio, e nello specifico quello italiano, è ingrato. Se vinci una partita sei bravissimo, se perdi una partita sei una scarpa. E’ il destino della Juventus, che ha infilato un filotto negativo e i tifosi, da quello che ho percepito io, non amano il gioco di Allegri e ritengono che abbia fatto il suo tempo. C’è ingratitudine. Allegri viene da una stagione come quella dell’anno scorso in cui è arrivato 3°, tenendo in mano la squadra da solo con tutto il marasma che c’era per il processo sportivo. Dopodiché ha iniziato bene, c’eravamo illusi da tifosi che la Juve potesse correre con l’Inter per lo Scudetto. La delusione è stata pesantissima e l’ingratitudine che c’è in Italia nel mondo del calcio ha trovato il responsabile in Allegri. Sicuramente non è riuscito ad agire sulla squadra come l’anno scorso, però lui non è l’unico responsabile di questa situazione negativa della Juventus. Però bisogna anche dire che la Juve deve vincere, non basta pareggiare contro il Torino. Non basta fare i primi 40 minuti giocando un bel gioco e poi un secondo tempo col rischio di subire gol”.

NON HO RAPPORTO CON I MIEI CALCIATORI DELLA JUVE, MA DEL PIERO MI LEGA PIU’ DI TUTTI” – “Se c’è un calciatore con il quale ho legato di più? Di rapporti non ne ho con nessuno. Ho lasciato la Juventus e non è che i giocatori si mettono a telefonarmi. Ho incontrato di tanto in tanto i calciatori, e c’è stato qualche incontro amichevole, talvolta anche affettuoso. Trovo che Del Piero è il personaggio che ha dato tantissimo a quella Juventus di cui ero Presidente. Ricordo sempre Del Piero al Bernabeu, quando segnò due gol meravigliosi, e ci fu una standing ovation fatta dagli sportivissimi tifosi del Real Madrid. Allora non posso che dire Del Piero”.

ACQUISTO POULSEN UN ERRORE, MA MI DO’ UN 6+ PER I MIEI ANNI ALLA JUVENTUS” -“Di errori quando sono stato presidente della Juventus sono stati fatti, come qualche acquisto di qualche giocatori. Io non ero responsabile dell’area tecnica, c’era Blanc. Ma siccome c’era la doppia firma oltre un certo livello di importo, sono responsabile delle cose negative fatte nell’area tecnica. Tutti ci accusano dell’acquisto di Poulsen, forse un acquisto che non andava fatto, allora anche io mi assumo quelle responsabilità. Di errori sono stati fatti tanti, ma ricordo anche la situazione del 2006 dove c’era un linciaggio assoluto di tutta Italia contro la Juventus. Benedico i giocatori della Juve che hanno partecipato al Mondiale 2006, perché quello è stato un periodo di svolta. E francamente devo dire che grazie anche ad allenatori capaci siamo tornati subito in Serie A con qualche turno in anticipo. E poi avevamo fatto quello che potevamo fare con un Inter che era da Triplete. Non sono molto indulgente su di me, capisco che molte cose potevano esser fatto meglio, ma tirando un po’ le somme un 6+ me lo do”. 

ALLA PRIMA PARTITA IN SERIE B I TIFOSI MI AVREBBERO FISCHIATO, ALLORA DECISI DI SCENDERE IN CAMPO CON BONIPERTI E STEVENS” -“Tutti avrebbero voluto che la Juventus rimanesse in Serie A e vincesse campionati. Io nutrivo più simpatie in campo avversario che dentro la Juve. Poi piano piano, col passare del tempo qualcosa è cambiato. Alla prima partita che dovevamo giocare in Serie B nel 2006 io avrei dovuto scendere in campo, ed era noto che mi avrebbero fischiato tutti gli ultras. Mi consigliarono di non farlo. Siccome vicino a me avevo due personaggi del calibro di Boniperti e Grande Stevens, proposi di scendere in campo insieme a loro. Tutti quelli che erano pronti a fischiarmi sono rimasti col fischio in gola. Sono stati fatti espedienti per affrontare delle responsabilità  da presidente e anche per cercare di scappare da linciaggio di fischi che poteva avvenire”.

Leonardo Zullo

Laureato in Scienze della Comunicazione, giornalista e telecronista di calcio (maschile e femminile), calcio a 5 e calcio a 8. Appassionato di ogni tipo di sport, dall’atletica al nuoto, con un particolare debole per il mondo del pallone nonostante gli 8 anni di basket. L’NBA ha perso un talento. Dedizione e divertimento le chiavi del successo.

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