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TASSOTTI: “MALDINI IDEALE PER IL MILAN, NON CAPISCO LA SCELTA DI ESONERARLO. ORA NEL CLUB TROPPI SILENZI””

Mauro Tassotti

L’intervento completo di Mauro Tassotti a TvPlay durante The Lunch Dance 

FAGIOLI MERITA CONVOCAZIONE, AVRA’ CONVINTO SPALLETTI” – “Credo che abbia pagato già il suo debito. Fagioli se lo merita dal punto di vista sportivo, ha qualità, altrimenti non sarebbe stato convocato. E’ giusto così, se Spalletti ha ritenuto che il giocatore serva, va portato a prescindere di quello che è stato. Non ha giocato tutto il campionato, è tornato solo alla fine…evidentemente Fagioli l’ha convinto in questi giorni a Coverciano. Se si continuasse a non perdonare, nel calcio esisterebbero poche persone”.

ITALIA ARRIVERA’ IN FONDO ALL’EUROPEO“-  “Si dice sempre che la Nazionale non supera i gironi. Non parte mai con grande entusiasmo, è la storia. Poi arriva sempre in fondo alle competizioni. Battere la nostra nazionale in queste manifestazioni è sempre difficile. Credo che arriveremo in fondo anche ad EURO 2024. Spalletti è un grandissimo allenatore. E se troviamo una quadra lì davanti…qualche indizio c’è. Scamacca ha finito molto bene il campionato. Saremmo un ostacolo per tutti quelli che vorranno vincere il torneo. Non dimentichiamolo, ma siamo Campioni d’Europa.

PERIODO DI FORMA DI SCAMACCA RINFRANCA TUTTI, MA SERVIRA’ ANCHE RETEGUI” – “Spalletti vede Scamacca e Retegui tutti i giorni. Avremo bisogno di entrambi alla fine, perché è impensabile che uno possa giocare tutte le partite. E’ importante che stiano bene fisicamente. Retegui ha fatto sempre molto bene in Azzurro, però la forma di Scamacca rinfranca un po’ tutti. Da qui all’esordio all’Europeo la squadra non potrà fare altro che migliorare perché scaricherà tutto il lavoro svolto in queste settimane.

SACCHI HA CAMBIATO IL CALCIO ITALIANO, NOI APPARSI PIU’ FORTI DI QUELLO CHE ERAVAMO“- “Tanto orgoglio ad aver fatto parte di quel Milan di Sacchi. Il mister ha cambiato il calcio italiano in quel periodo. Ci ha aiutato ad esaltare le nostre prestazioni. Siamo apparsi individualmente anche più forti di quello che realmente eravamo. Perché la nostra coesione, l’organizzazione, ci ha fatto fare cose inimmaginabili. Conoscersi da tanto tempo ci ha fatto diventare più bravi e più forti”

LA GENTE SI DIVERTIVA A GUARDARE IL NOSTRO MILAN” – “Nel nostro periodo, per come giocavamo noi, eravamo più forti del mondo. Ma non so se sia esistita un’altra difesa più forte. Diventa difficile parlare del nostro gruppo. Eravamo forti, siamo stati ricordati soprattutto per come le vittorie sono arrivate. La gente si divertiva allo stadio, indipendentemente dai risultati, anche se arrivavano. C’è una bella differenza quando si gioca bene e si vince o quando si vince giocando meno bene”.

NON CAPISCO PERCHE’ IL MILAN HA MANDATO VIA MALDINI, SI SONO DATI UNA ZAPPA SUI PIEDI“-  “Mi dispiace per Paolo Maldini, ma mi dispiace anche per il Milan. Chi ci ha rimesso è proprio il club. Non ho capito questa scelta (esonero in estate 2023 ndr). Maldini era la persona più giusta da mettere in quel ruolo in società, era la persona ideale per il Milan per l’immagine che porta nel mondo. Si sono dati una zappa sui piedi. Mi sembra che pochi l’han capita. Qualcosa sarà successo. Paolo ha riportato lo Scudetto, ha portato giocatori importanti, ha abbassato il monte ingaggi. Non possono imputargli di aver acquistato De Ketelaere, costato per qualcuno troppo, ma ora all’Atalanta sta facendo bene.

AL MILAN MANCA ANCHE MASSARA“- “Bastava guardare come i giocatori guardavano Maldini. Ha una storia, e il suo modo di parlare ai calciatori li fa innamorare della persona che è. Ha avuto un bel rapporto con tutti, anche con gli avversari con cui ha avuto qualche screzio. Al Milan manca anche Massara. Ha avuto esperienza importante alla Roma ed ha avuto anche un ruolo importante a Milano per la scelta dei calciatori.

FONSECA E’ MOLTO PREPARATO, MA AL MILAN ORA TROPPI SILENZI” – “Fonseca è un bravo allenatore. L’ho conosciuto quando lavoravo in Ucraina con la Nazionale. Parlavamo molto con lui, è molto preperato. Poi per fare bene al Milan ci vuole anche altro, non solo le competenze. Bisogna gestire tutto il mondo. C’è bisogno anche della società. Ultimamente mi sembra che nel Milan ci siano tanti silenzi. Fonseca non è stato ancora ufficializzato e non c’è una voce che parla di mercato in questo momento.

POTEVO DIVENTARE UN PRIMO ALLENATORE, MA NON VOLEVO LASCIARE IL MILAN” – “Shevchenko ha preso un’altra strada, è diventato presidente della federcalcio ucraina. L’esperienza in Nazionale è stata bellissima. Siamo contenti e felici del percorso fatto. Io ho dato, ora non sono più giovanissimo. Io primo allenatore? Ci ho pensato quando avrei potuto fare il passo. Lasciare il Milan non è mai stato facile, non l’ho mai voluto fare. Ho fatto 36 anni di Milan continuativi. Il mio posto da secondo allenatore del Milan mi soddisfaceva a pieno.

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