La Juventus in stato di choc dopo l’eliminazione in Coppa Italia per mano dell’Empoli. Ora l’addio può davvero concretizzarsi.
E tre. La Juventus, dopo la Supercoppa Italiana e la Champions League, ha detto prematuramente addio anche alla Coppa Italia. Lo ha fatto ieri, nel peggiore dei modi possibili: con una prestazione piatta, senza guizzi (ad eccezione della perla di Khephren Thuram) e destinata a restare impressa a lungo nella memoria dei tifosi. L’Empoli, terzultimo in classifica, ha dominato per larghi tratti del match meritandosi il passaggio in semifinale dove incontrerà il Bologna. I bianconeri, per salvare una stagione fin qui fallimentare, saranno chiamati a centrare l’ultimo degli obiettivi prefissati in estate, ovvero la qualificazione all’edizione 2025726 del torneo europeo.
Riuscire nell’impresa (perché di questo si tratta considerando il rendimento da ottovolante avuto dalla squadra), in ogni caso, non si preannuncia semplice alla luce della folta concorrenza. La Vecchia Signora, quarta, ha al momento 2 punti di vantaggio sulla Lazio quinta, 7 sulla Fiorentina sesta ed 8 sul Milan e sul Bologna ottavi che, però, stasera si scontreranno nel recupero della nona giornata della Serie A. I rossoneri ed i felsinei avranno quindi l’occasione di ridurre il gap esistente e riproporre la loro candidatura mettendo così ulteriore pressione sulla Juve.
Thiago Motta, dal canto suo, nelle residue gare a disposizione dovrà cercare di evitare ulteriori scivoloni e trovare adeguati correttivi alle numerose criticità che caratterizzano la manovra della sua squadra. Il clima nell’ambiente risulta teso: il tecnico, al termine dell’incontro perso per mano dei toscani, si è preso la responsabilità della disfatta salvo poi attaccare i propri giocatori: “Non si può scendere in campo pensando che qualcosa ci sia dovuto. C’è chi pretende senza dare, abbiamo toccato il fondo”. Parole dure che confermano, una volta di più, quanto sia spaccato lo spogliatoio.
La posizione dell’allenatore, in maniera inevitabile, è finita nella lente d’ingrandimento della società. Il direttore sportivo Cristiano Giuntoli sinora lo ha sempre difeso, spiegando che il progetto affidato a Motta ha una durata triennale e che in questi mesi sono state gettate le basi del nuovo ciclo. Ora, però, il quadro appare mutato. La sua permanenza a Torino, infatti, non è più scontata. L’addio tra le parti, addirittura, potrebbe consumarsi anche nel caso in cui l’ex guida del Bologna dovesse riuscire a chiudere il campionato tra le prime 4.
A riferirlo è stata oggi la ‘La Gazzetta dello Sport’, secondo cui Motta “è sul filo”. I bonus sono terminati. Già archiviata da tempo, considerando i tanti fischi ricevuti, la luna di miele con il popolo bianconero. La Juve riflette sulla futuro di Motta. La delusione alla Continassa, intanto, è palpabile.
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