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Napoli, che succede? Il numero di partite saltate per infortunio è impressionante

Published by
Antonio Papa

Da fuori sembra ancora una corazzata. Da vicino, però, il Napoli cammina con il fiato corto: rincorre obiettivi alti mentre fa i conti con un elenco di infortuni che non finisce mai. La domanda è semplice, quasi scomoda: che sta succedendo davvero?

L’estate aveva convinto tutti: organico profondo, strutturato, pronto a reggere il peso di più competizioni. Oggi il quadro è diverso. Antonio Conte parla apertamente di emergenza. Non per tattica comunicativa, ma perché lo dicono i numeri e lo suggerisce il campo: rotazioni ridotte, minutaggi in salita, giocatori spremuti.

Napoli, che succede? Il numero di partite saltate per infortunio è impressionante (AnsaFoto) – tvplay.it

Allenatore e staff sono gli stessi, i campi di allenamento pure. Le abitudini non sono cambiate, è cambiato il contesto. Il calendario si è fatto ripido. È entrata la Champions League, e con lei tutto quel pre-partita e post-partita che, come ripete da anni Arrigo Sacchi, pesa più della gara stessa. Viaggi, attenzione massima, preparazioni diverse. Il carico si moltiplica. Lo senti nelle gambe, ma soprattutto nella testa.

La stagione scorsa, a questo punto, il Napoli aveva gestito l’ordinario: campionato, poco altro, settimane piene di lavoro e recupero. Quest’anno no. Si gioca ogni tre giorni, si pianifica per blocchi, si accetta qualche rischio in più. È lì che i dettagli diventano decisivi: una rifinitura saltata, un rientro affrettato, un contrasto evitabile. L’effetto domino è reale.

Dopo circa 30 gare ufficiali, secondo i conteggi interni di club e staff medico (metodo: somma delle assenze partita per partita), i giocatori del Napoli hanno accumulato 153 gare saltate. Un anno fa, nello stesso intervallo, erano 59. Parliamo di un dato cumulato, non di infortunati contemporanei, ma la differenza resta enorme. Il risultato si vede nell’uso forzato dei titolari: più minuti, meno recupero, più rischio.

Alcuni profili hanno già saltato il doppio delle gare che ci si aspetterebbe in inverno: c’è chi non è mai stato disponibile, chi è andato e venuto, chi convive con noie muscolari. Su casi specifici circolano cifre precise (come venti assenze per Anguissa e Gilmour, diciannove per De Bruyne, diciotto per Meret, otto per Rrahmani), ma non tutte le informazioni sono state rese pubbliche in modo ufficiale: è corretto segnalarlo. Resta la sostanza: il Napoli ha giocato “a metà”. Eppure è ancora lì, in corsa per lo scudetto e con margini per blindare la Champions.

Mercato e scelte: tra prudenza e necessità

Dentro questo scenario, il mercato diventa ponte e trappola. Conte ha chiesto rinforzi, ha dato l’assenso alle uscite di Lucca e Lang, e attende mosse dalla dirigenza (Manna, De Laurentiis) con un principio chiaro: niente inserimenti affrettati. Il tecnico raramente butta dentro chi non ha ancora metri di allenamento “alla Conte” nelle gambe.

Nel frattempo, la supersfida con la Juventus si avvicina. La gestione delle energie diventa il vero spartito: minutaggi controllati, cambi mirati, nessuna forzatura superflua. Piccole scelte, grande impatto. Perché quando il calendario incalza, anche un giorno di stop vale come un gol.

Resta una domanda sospesa nell’aria di Castel Volturno: può una squadra restare ambiziosa mentre convive con numeri del genere? La risposta, fin qui, è un sì a bassa voce. Ma il calcio, lo sappiamo, vive di dettagli: una gamba che torna leggera, un rientro atteso, una scintilla. E se fosse proprio lì, nell’attimo in cui la stanchezza allenta la presa, che il Napoli ritrova la sua corsa?

Antonio Papa

Giornalista pubblicista dal 2010, "fratello maggiore" di tanti redattori del network, autore di trasmissioni televisive. In TvPlay sono, insieme a Claudio Mancini, il conduttore di FantaTvPlay, di "Chi Ha Fatto Palo" e di altri format creati da noi. Sono una persona che ha fatto della scrittura la sua ragione di vita, coronando un sogno che avevo fin da bambino. Il mio motto è “lavorare seriamente senza mai prendersi sul serio”. Cerco di trasmettere la mia passione e il mio entusiasmo alle persone che lavorano con me: quando ci riesco… ci divertiamo!

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