Dossier Juventus: incontro con Pini Zahavi, sorpresa Alaba offerto ai bianconeri. Parametro zero a giugno, dubbi fisici, ingaggio in calo e concorrenza di Manchester United, MLS e Saudi Pro League.
Nel cantiere aperto del mercato bianconero, i primi mattoni si posano lontano dai riflettori, tra colloqui riservati e tavoli apparecchiati con procuratori di peso. La linea è chiara: consolidare esperienza, aggiungere leadership, ridurre al minimo l’incertezza. Un percorso che, nelle ultime ore, ha incrociato un intermediario capace di spostare equilibri.
Nei giorni scorsi, come avevamo già registrato, la Juventus ha incontrato in Italia Pini Zahavi, l’agente di Robert Lewandowski. Il centravanti polacco resta un profilo che intriga tanto i bianconeri quanto il Milan: aura internazionale, senso del gol, capacità di incidere subito. Nel perimetro di quella conversazione, però, è emerso un elemento inatteso: tra gli assistiti del potente procuratore israeliano, è stato messo sul tavolo un nome a sorpresa. Ed è lì che i dirigenti juventini hanno drizzato le antenne.
La proposta porta a un difensore che, per pedigree e mentalità, corrisponde molto alle tracce fissate dallo staff tecnico. In altre parole, un profilo in grado di spostare il baricentro dell’esperienza nello spogliatoio.
Il nome è David Alaba. Offerto alla Juventus durante i colloqui con Zahavi, il difensore austriaco ha subito acceso la curiosità della dirigenza, anche perché si inserisce perfettamente nella richiesta di profili navigati — come da dettami di Spalletti. Classe 1992, compirà 34 anni il mese prossimo: dopo 12 stagioni al Bayern Monaco, nel 2021 è passato al Real Madrid. Le prime due annate a Valdebebas sono state nel solco del suo standard; poi la traiettoria si è complicata, soprattutto per via di problemi fisici.
La variabile tempo gioca a favore della trattativa: Alaba è in scadenza e si svincolerà a giugno. Un passaggio che lo rende un possibile parametro zero di prestigio, con tutto ciò che questo comporta in termini di leva negoziale ma anche di gestione del rischio. Il suo biglietto da visita resta di prim’ordine: duttilità tra centro-sinistra e fascia mancina, uscita pulita dal basso, personalità da grande serata. Elementi che, in una Juventus che cerca struttura e carisma, hanno un peso specifico elevato.
Qui si innesta la parte più delicata del dossier. A frenare Comolli e Ottolini non è tanto la cornice economica — l’ingaggio, oggi a Madrid attorno ai 10 milioni netti, è una soglia che l’austriaco sarebbe pronto ad abbassare in maniera sensibile, consapevole dell’età e delle ultime stagioni — quanto la questione fisica. Le recenti noie muscolari e i rientri a singhiozzo impongono cautela. Una possibile strada, ragionano a Torino, passa da contratti più brevi, incentivi legati a presenze e obiettivi, e visite approfondite prima del via libera.
Per la Juventus si tratta di un classico equilibrio rischi/benefici: investire su un leader tecnico-tattico, potenzialmente in grado di alzare l’asticella immediata, accettando l’incognita della continuità. In più, l’arrivo di un profilo così carismatico ridefinirebbe gerarchie, responsabilità e — non ultimo — il tetto salariale interno. Scelte che si fanno una volta sola, e che disegnano il tono dell’estate.
La pista, intanto, non è esclusiva. Alaba piace anche al Manchester United, impegnato a ricostruire un reparto arretrato che ha bisogno di guida e piedi educati. E, come spesso accade per gli svincolati di alto livello, il suo nome è stato proposto anche in MLS e in Saudi Pro League: destinazioni diverse per ambizione sportiva e orizzonte economico, ma con argomenti forti. La Juventus, se vorrà davvero affondare, dovrà muoversi con decisione e tempi rapidi, senza però snaturare i paletti fissati a inizio finestra.
In sintesi: opportunità vera, ma non a ogni costo. La candidatura di Alaba rappresenta una soluzione di peso per la difesa, allineata con la rotta tecnica di Spalletti. Resta da capire se, tra variabili fisiche e concorrenza, Torino sarà la prossima tappa di un giocatore abituato a navigare ai piani alti. Il mercato ha appena aperto il sipario; la scena è pronta, gli attori pure. Ora tocca alla Juventus decidere se questo è il colpo da novanta che vale la firma.
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