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Settecolli: Curtis a un passo dal record italiano nei 50 sl, Quadarella mira alla tripletta. Successi anche per D’Ambrosio e Mantegazza

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Roma, sera d’inizio estate. Il Foro Italico si accende, l’acqua vibra, gli applausi rimbalzano sulle gradinate. Il Settecolli ricuce i chilometri in pochi secondi e porta tutti, dal bordo vasca al salotto di casa, nello stesso respiro.

Settecolli: Curtis a un passo dal record italiano nei 50 sl, Quadarella mira alla tripletta

Il mattino ha dato il primo indizio. La vasca ha parlato chiaro. Nel turbinio delle batterie, il nome che resta in testa è quello di Curtis. La sua gara nei 50 sl è stata un lampo. Start secco, linea pulita, zero sprechi. La sensazione, già dal tuffo, è stata di quelle che scaldano il pubblico: bracciate brevi e feroci, tocco deciso al traguardo. Dalla tribuna qualcuno ha detto sottovoce: “È vicino”. E in effetti lo è. A un passo dal record italiano. Il crono ufficiale atteso in serata confermerà i centesimi esatti, ma l’evidenza è lì: una velocità che rimette la specialità al centro della scena.

Intanto, una romana che qui gioca in casa scivola via con eleganza. Simona Quadarella entra in finale nei 400 sl senza forzare. Ritmo controllato, testa bassa, il pubblico che la accompagna come un’onda. Non scopre tutte le carte. Tiene la bracciata piena, respira poco, sente la vasca. Il disegno è chiaro: puntare alla tripletta su 400, 800 e 1500. Non è una parola da usare a cuor leggero, e lei lo sa. Ma la maturità con cui gestisce le fasi di gara racconta più dei proclami. È la stessa calma di chi ha già vinto qui, di chi sa ascoltare il corpo quando l’adrenalina strappa.

Curtis accende i 50 stile

Nei 50, ogni dettaglio pesa. Reattività allo start, ingresso, prima subacquea, richiamo d’aria breve. Curtis ha incastrato i pezzi. L’assetto è rimasto stabile anche negli ultimi dieci metri, quando la forza bruta non basta e serve lucidità. Per un velocista italiano, avvicinare il primato nazionale sulla vasca lunga significa sbloccare un immaginario. È la conferma di un lavoro che funziona, e un segnale per chi guarda alla sessione serale con i tempi stampati negli occhi. Dati definitivi non ancora comunicati al momento in cui scriviamo, ma i riscontri visivi dei tecnici in tribuna parlano di una condizione in crescita e di passaggi in linea con gli standard internazionali attuali.

Quadarella guida, gli azzurri rispondono

La condotta di Quadarella nei 400 stile libero è stata da manuale della gestione. Ha preso l’acqua e l’ha piegata al suo ritmo. In batteria, l’obiettivo non è stupire. È arrivare lucidi all’ultimo metro della finale. Lei lo fa da padrona di casa, con il tifo di Roma che la accompagna a ogni virata.

Bene anche D’Ambrosio e Mantegazza, solidi e presenti quando contava. Hanno timbrato la corsia giusta per la sera, con passaggi ordinati e finali in progressione. Nessun fuoco d’artificio fuori tempo, solo sostanza. Per entrambi si parla di “best feeling” stagionale, tradotto: colpi di braccia più leggeri, frequenza sotto controllo, tempi allineati alle ambizioni. Dettagli che, su un palco come il Foro Italico, fanno la differenza.

Il bello del Settecolli è anche questo: la luce che cambia tra mattina e sera, il brusio che sale, il bordo vasca che, a un certo punto, sembra stringersi. La velocità di Curtis, la rotta di Quadarella, la concretezza di D’Ambrosio e Mantegazza: traiettorie diverse, stesso orizzonte. Stasera la vasca si farà stretta per tutti. E allora, quando la campana suonerà gli ultimi metri, chi avrà il coraggio di restare nel silenzio dell’acqua, un secondo più degli altri?

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