Roma-Lazio, vizio Capitale. La stracittadina avrà come protagonista un particolare: gli infortuni. Come cambia la sfida con le assenze.
Roma-Lazio, Mourinho contro Sarri. Tradizione e avanguardia ancora una volta in 90 minuti per decretare la supremazia cittadina: il Derby non è mai una partita come le altre. A maggior ragione quest’anno che doveva essere quello della svolta e si è trasformato nell’ennesimo campionato di transizione. Giallorossi e biancocelesti altalenanti in coppa e discontinui in Serie A. La colpa non è solo del gioco, ma anche e soprattutto degli infortuni.
Mourinho e Sarri, infatti, sono alle prese con assenza pesanti. Lecce e Udinese rappresentano l’ennesimo tabù non tanto per la prestazione quanto per le suggestioni che evocano: out Dybala e Immobile. Torneranno – se tutto va bene – a gennaio, con la Roma costretta a sperare che la Joya non vada al Mondiale. Mentre Immobile paga un’annata storta dal punto di vista della condizione: non è la prima volta che l’attaccante accusa certi problemi. Mani nei capelli e speranze al minimo anche per quanto riguarda il confronto con i cugini del prossimo 6 novembre. Un Derby senza bomber, ma con tanta speranza.
Nello specifico le speranze si chiamano Pedro da una parte (grande ex di questo confronto) e Belotti dall’altra che un Derby della Capitale non l’ha mai giocato, ma sa cosa significano certe partite: mostrare la cresta in un confronto del genere, per il Gallo, sarebbe più che un sogno realizzato. La Lazio può sperare anche in Zaccagni e un Milinkovic uomo ovunque dà quella sicurezza in più che rasserena – in un certo qual modo – i tifosi. Discorso diverso per la Roma.
I giallorossi respirano per il rientro di El Shaarawy e l’ispirazione di Mady Camara, ma temono fortemente il momento no di Abraham e il freno a mano tirato di Zaniolo che, seppur in mezzo al campo il suo lo faccia (quando non viene espulso prima), sotto porta non è una garanzia. L’ex Chelsea non aiuta il collega: 2 i gol contro Empoli e Juve, bottino risicato se pensiamo allo scorso anno quando l’attaccante ha chiuso con 27 gol all’attivo. Questo sarà un Derby senza bomber: il calcio spettacolo potrebbe risentirne, ma non l’attesa. I tifosi già fanno il conto alla rovescia, sperando in qualche sorpresa dell’ultimo minuto.
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