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Abraham, falsa partenza: la differenza con la scorsa stagione

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Matteo Sfolcini

Tammy Abraham è rimasto a secco anche nel derby contro la Lazio: la differenza con la partenza della scorsa stagione sorprende i tifosi.

La Roma esce sconfitta nel derby contro la Lazio e non trova ancora il gol di Tammy Abraham, uno dei peggiori in campo all’Olimpico. Il centravanti giallorosso sembra smarrito da diverse partite, non riesce a incidere e la sua involuzione sta pesando sui risultati della squadra. Un momento di difficoltà che inizia a essere lungo e preoccupa i tifosi giallorossi, sorpresi dalla differenza dei numeri raccolti fino a questo momento rispetto a quelli della scorsa stagione.

Tammy Abraham, attaccante della Roma (ANSA)

C’è un grosso problema nella Roma e si chiama Tammy Abraham. L’anno scorso l’ex Chelsea è stato uno dei grandi protagonisti in campionato e Conference League, ma oggi sembra totalmente un altro giocatore. Non a caso in alcune partite Mourinho l’ha escluso dalla formazione titolare, prima di ridargli fiducia dopo l’infortunio di Dybala quasi anche per necessità.

Le prestazioni del classe ’97 però sono rimaste insufficienti e continuano a esserlo senza sosta. Un periodo buio che ogni centravanti può attraversare ma prima o poi deve finire altrimenti le cose possono soltanto peggiorare. L’astinenza dal gol in campionato inizia a essere consistente e ovviamente non mancano le dure critiche anche nei suoi confronti.

Roma, Abraham è un fantasma: i numeri a confronto

Tammy Abraham, i numeri della sua crisi (ANSA)

Nella sua carriera seppur giovane Abraham non ha mai fatto mancare l’apporto in zona gol anche quando giocava in Inghilterra. Le medie erano molte alte e la Roma si aspetta decisamente di più dal suo terminale offensivo, l’ombra di sé stesso nelle ultime partite. Il 25enne ha segnato appena due gol in tredici giornate di Serie A contro Juventus ed Empoli in trasferta.

Lo scorso 27 ottobre si è sbloccato in Europa League con l’Helsinki, sempre lontano dall’Olimpico, ma è troppo poco per considerarsi uscito dalla crisi. In campionato infatti, oltre a non aver mai esultato davanti ai suoi tifosi, in generale il digiuno dura da quasi due mesi precisamente da sette gare consecutive.

Numeri impietosi che però sorprendentemente non si discostano così tanto da quelli della scorsa stagione. Se il classe ’97 chiuse con 17 gol (27 totali contando le coppe) è anche vero che, allo stesso punto della stagione, ne segnò soltanto uno in più colpendo Salernitana, Udinese e Verona fino a inizio novembre.

Una falsa partenza ripetuta anche in questo inizio girone d’andata con la differenza che si tratta del secondo anno e non c’è la giustificazione di un periodo di ambientamento. I tifosi giallorossi non possono far altro che sperare nello stesso andamento del suo rendimento, soggetto una svolta improvvisa dopo il quale diventò quasi inarrestabile.

Matteo Sfolcini

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