Intervenuto ai microfoni di Calciomercato.it in diretta su TvPlay, Tancredi Palmeri ha parlato della classe arbitrale italiana e dell’episodio di Danilo in Verona-Juventus: le parole del giornalista.
SUL REGOLAMENTO DEI FALLI DI MANO – “Non importa che sia diretto o meno verso la porta, parlo del tiro, se avviene un’irregolarità è calcio di rigore e non importa se la palla sia diretta o meno verso lo specchio della porta. Vero, per quel che concerne i 12 centesimi di secondo ma sappiamo che spazialmente la distanza è a 2 metri da Danilo. C’è una fallacità, che è motivo per cui è calcio di rigore, chi dice che il regolamento è così vi sta fregando eticamente. L’ultima cosa da vedere è la valutazione dell’arbitro, possiamo renderla limitata, ma la sua valutazione è incancellabile. Un giocatore che sta cadendo in basso nella scivolata, che si butta in scivolata, così come il caso di Smalling contro la Juventus, in questo caso non solo il braccio non è verso terra, non solo è molto largo e aumenta il volume corporeo. Non puoi fare quel movimento in area di rigore. Aumenti la passibilità di esporti a un rimpallo come questo, altrimenti renderebbe fine a se stesso il movimento di tutti i difendenti che cercando di mettere le mani dietro la schiena. Questo è un calcio di rigore, il rimpallo è a 2 metri e anche se fosse a 50 centimetri tu non puoi buttarti così in area”.
“Abbiamo visto rigori in passato che si sono giustificati con la semplice spiegazione che, guardando il pallone, il volume del corpo non può aumentare in questo modo”.
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