Qatar 2022, continuano le voci su corruzione e raggiri. L’ultima indiscrezione riguarda una Rolls Royce come premio partita.
Qatar 2022, le partite vanno avanti così come le voci su una manifestazione tanto attesa quanto chiacchierata: la febbre Mondiale è stata scandita da insinuazioni e mezze verità poco rassicuranti. Diverse le voci e i sospetti di corruzione, arrivati fino al Parlamento Europeo. Ben prima del Qatar Gate sono iniziate le ipotesi su giocatori pagati più del dovuto per vincere le partite: il caso dell’Arabia Saudita ha fatto molto discutere.
Al punto che è dovuta intervenire la Federazione del Paese. Nella fattispecie, a parlare è stato Yasser Al Misehal: il disappunto si sarebbe generato dalla presunta certezza di una Rolls Royce. Questo sarebbe stato il premio partita da sogno garantito a ciascun giocatore dell’Arabia Saudita in cambio della vittoria sulla Seleccion di Messi. Gli arabi hanno battuto l’Albiceleste e i malumori sono aumentati.
Placare gli animi non è una cosa semplice, ma Al Misehal ci ha messo del suo con una intervista senza fronzoli su Marca: l’uomo va dritto al punto evitando qualunque tipo di fraintendimento. “I ragazzi – spiega – hanno avuto un premio partita normale. Piccolo bonus. Nessuna Rolls Royce. I nostri calciatori non giocano per i premi partita”, conclude. Solo per la gloria, dunque. Inevitabilmente, però, il premio post gara deve aver reso più dolce la vittoria. Anche se non si è trattato di nessuna auto. Sfarzo sì, ma c’è un limite a tutto.
Almeno questo caso è rientrato: tutto a posto o quasi, perchè i sospetti sulla manifestazione continuano ad esserci. Ci vorrà molto affinché la diffidenza abbandoni il Qatar e i suoi confini. Il Mondiale doveva essere un trampolino di lancio a livello industriale e non solo, invece non ha fatto altro che acuire disappunto e scetticismo. I guadagni sono innumerevoli, ma il ritorno mediatico è contrastante. Visto che – premi partita a parte – più di qualcuno ha voglia di mettere su tutto questo una bella pietra sopra. Secondo alcuni, anche esperti, è già successo sui diritti umani.
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