Cristiano Ronaldo continua a far parlare di sé anche ora che non gioca più in Europa. Questa volta, riguarda il suo ex club Juventus.
Avere 38 anni e non smettere di giocare: quando l’ego è maggiore della consapevolezza della propria forza e delle proprie possibilità. Forse è questa la frase che riassume il motivo che ha spinto Cristiano Ronaldo ad accettare l’offerta dell’Arabia Saudita e a rilanciare la propria presenza con la maglia del Portogallo. D’altronde, quando dimostri che non riesci più ad essere incisivo con club e Nazionale ma, nonostante ciò insisti un motivo ci sarà.
Forse, nel caso del portoghese oltre alla questione dei soldi c’è anche quella relativa ad un voler dimostrare a se stesso e agli altri che può continuare ad essere il migliore in assoluto anche a 38 anni. Certo, un conto è giocare in Inghilterra e un contro in Arabia Saudita ma 200 milioni di euro l’anno farebbero chiudere gli occhi e tappare il naso a chiunque.
Eppure nessuno si spiega ancora oggi il motivo pressante di Cristiano Ronaldo di dover lasciare assolutamente la Juventus. Era in un campionato meno performante di quello inglese, dove avrebbe comunque continuano a dire la sua e in un club che giocava la Champions League. Il ritorno al Manchester United ha dimostrato che, nel calcio come nella vita, le minestre riscaldate non sono mai le migliori.
Quando lasciò Torino, si addiceva ad un rapporto particolare con la società eppure, le sue ultime dichiarazioni, fanno pensare a tutt’altro o forse si? Ecco le parole ripotate da ‘Itasportpress’: “Ricordo benissimo quel momento, fu un nuovo capitolo della mia vita. Firmai con la Juventus, campione d’Italia in carica, quando avevo 33 anni dopo aver trascorso 9 anni al Real Madrid e questa partita fu il mio primo titolo! L’avversario se non sbaglio fu il Milan e segnai di testa a Donnarumma“.
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