Juventus, cessioni sospette: la verità sulle carte segrete e sul ruolo dell’Udinese

La Juventus deve affrontare nuovi ostacoli su possibili carte segrete: quale sarebbe il ruolo dell’Udinese? Tutte le novità sul caso che preoccupa i bianconeri. 

Il campionato di Serie A e l’incognita Europa League da un lato, dall’altro la strategia difensiva per le accuse ricevute sul fronte giustizia sportiva e quella ordinaria. La Juventus sta vivendo un momento particolare della sua storia con situazioni ingarbugliate e matasse difficili da sbrogliare.

Allegri Juventus
Nuovi guai per la Juventus allenata da Allegri? Cosa emerge dalle indagini (TvPlay.it)

Massimiliano Allegri cerca di fare quadrato, ma c’è un problema evidente che riguarda anche questioni fuori dal rettangolo di gioco. L’indiscrezione rilanciata dal quotidiano la Repubblica suona come un nuovo allarme per il club del presidente Gianluca Ferrero.

Spunta nuova carta segreta?

La Juventus potrebbe rischiare ancora di più dopo la novità su una presenta carta segreta oltre quella di Cristiano Ronaldo: si tratta di un documento che riguarderebbe Rolando Mandragora. Il lavoro degli inquirenti continua dopo l’interrogatorio di Paulo Dybala sulla vicenda plusvalenze che riguarda l’inchiesta Prisma. L’udienza preliminare deciderà se optare o meno per il rinvio a giudizio: si attende il prossimo 27 marzo. I bianconeri sono accusati di falso in bilancio e false comunicazioni sociali. A riportare la notizia è il quotidiano la Repubblica.

Mandragora
Mandragora gioca attualmente con la Fiorentina, i dettagli sulla vicenda Juve (TvPlay.it)

La possibili svolta, derivata da nuovi elementi, potrebbe riaprire l’indagine e creare non pochi problemi durante il processo. La Procura Federale sospetta che dietro la cessione di alcuni calciatori possa esserci l’utilizzo di altri club, il caso Mandragora sarebbe uno di questi. Il centrocampista passò a luglio 2018 all’Udinese per una cifra intorno ai 20 milioni di euro, plusvalenze di 13,7.

Secondo i pubblici ministeri Bendoni, Giaciglio e Santoriello – quest’ultimo con qualche problema per i video del 2019 contro i bianconeri – ci sarebbero degli accordi collaterali dietro i famigerati “impegni morali” di cui disquisì l’ex ds Fabio Paratici. A ottobre 2020, infatti, la Juve decise di ricomprare Mandragora proprio dal club friulano, con tanto di spesa pari a 10 milioni a cui aggiungere sei di bonus, lasciandolo in prestito ai friulani.

I sospetti dei pm

L’opzione di riacquisto sfruttata dai bianconeri sarebbe per la procura un fattore sospetto e da approfondire. In realtà, infatti, lo avrebbe dovuto riacquistare per una cifra pari a 26 milioni di euro. Ascoltati il padre di Mandragora, all’epoca agente del giocatore, insieme al vicepresidente dell’Udinese Stefano Campoccia e Maurizio Lombardo (attualmente a Roma, in passato ha lavorato con la Juventus ndr).

Ci sarebbe in aggiunta un nuova carta, datata 3 settembre 2020, fra Paratici e Percassi per alcuni calciatori dell’Atalanta. Gli impegni di riacquisto riguarderebbero calciatori come Mattiello e Muratore (4 milioni ciascuno), Caldara (3,5 milioni) e Romero (3).

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