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Basket, ex medico accusato di duplice omicidio: la dinamica mette i brividi

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Matteo Sfolcini

Un ex medico di una rinomata squadra di basket è stato accusato di duplice omicidio: la ricostruzione dei fatti mette i brividi.

Un brutto fatto di cronaca nera avvolge il mondo dello sport, in particolare del basket. Nello specifico un ex medico di una celebre squadra di pallacanestro italiano avrebbe commesso un duplice omicidio. Un’accusa gravissima, ancora tutto da verificare, del GIP (Giudice per le Indagini Preliminari) che avanza l’ipotesi di un agghiacciante assassinio della moglie e della suocera.

Basket, chi è il presunto medico assassinio (TvPlay.it)

L’uomo al centro dell’inchiesta si chiama Giampaolo Amato, specializzato in oftalmologia e medicina dello sport, che per diversi anni ha girato i palazzetti più importanti d’Italia. Il 64enne, con un passato anche da cestista in Serie B, è stato medico sociale della Virtus Bologna per ben sette anni, dal 2013 al 2020.

Oggi è finito agli onori della cronaca per il presunto avvelenamento volontario tra le mura famigliari Isabella Linsalata e Giulia Tateo, morte a poche settimane di distanza. Una notizia agghiacciante, quasi inverosimile, ma che prende sempre di più contorni reali dopo la scoperta di prove a suo carico.

Giampaolo Amato in carcere: il motivo fa rabbrividire

Giampaolo Amato in carcere: il motivo è agghiacciante (TvPlay.it)

Il nome di Giampaolo Amato è associato alla morte di due persone che hanno fatto parte della sua vita. Si tratta della moglie Isabella e della suocera Giulia, decedute in circostanze simili a distanza di poco tempo l’una dall’altra. Sul 64enne grava il sospetto di un doppio omicidio premeditato, inizialmente attribuito a causa naturali, tramite una somministrazione letale di farmaci.

Secondo il GIP l’ex medico della Virtus Bologna, finito in carcere in maniera cautelare, avrebbe ucciso la moglie con dosi di sevoflurano e midazolam sciolte in una tisana che tra l’altro aveva già fatto in passato. Stavolta però il mix di sostanze, con ogni probabilità sottratte nei giorni precedenti da uno degli ospedali dove lavorava, sarebbe state letali per le due donne.

A inchiodare l’uomo ci sarebbero le testimonianze della figlia che ha riferito della ripresa abitudine del padre di preparare tisane per la madre e le analisi effettuate sul cadavere della suocera “risultate positive a Midazolam ed al suometabolita”. Inoltre anche le intercettazioni dei dialoghi tra la sua ex amante e una confidente aggravano la sua posizione.

Nel frattempo l’uomo, durante l’interrogatorio, si sarebbe avvalso della facoltà di non rispondere e i suoi legali hanno presentato ricorso al Tribunale del Riesame per chiederne la scarcerazione in attesa di nuovi sviluppi della vicenda.

Matteo Sfolcini

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