Napoli campione 33 anni dopo: parla De Laurentiis ai microfoni di DAZN, raccontando da dove nasce il tricolore e anticipando gli obiettivi di domani.
Il Napoli è campione d’Italia. Il pareggio a Udinese è stato quello decisivo, che ha portato l’aritmetica vittoria.
Un tricolore strameritato, figlio di una lunghissima cavalcata partenopea, iniziata con le cessioni di Insigne, Koulibaly, Mertens e Ospina e conclusasi con uno scudetto vinto virtualmente con mesi di anticipo.
A tal proposito si è espresso il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis ai microfoni di DAZN: “Questo è il coronamento di un aspettativa lunga 33 anni. Quando sono arrivato ho detto <<Ci vorranno dieci anni per arrivare in Europa>> e l’ho mantenuta in anticipo. Poi ho detto <<Altri dieci anni per vincere lo scudetto>> e anche questa l’abbiamo fatta con un paio d’anni in anticipo”.
Poi il patron ha fissato gli obiettivi: “Adesso dobbiamo rivincerlo… rivincerlo e rivincerlo. E poi ci manca la Champions!“
Fra i cori di un pienissimo Stadio Maradona, è continuata l’intervista a bordocampo: “Questa squadra era piena di responsabilità. Serviva aria nuova e ci voleva capacità di volare in alto, ma come gruppo non con individualità che remassero come un freno“.
Sulle parole di rivincere lo scudetto, ha quindi aggiunto sul futuro del gruppo di Spalletti: “Il progetto non si ferma mai, questo per me è un punto di partenza e non di arrivo”.
Poi senza esitazione ci ha tenuto a confermare il mister con un perentorio: “Si riparte con Spalletti” al termine di un’annata dove i partenopei hanno accumulato un vantaggio di 16 punti sulla Lazio seconda con cinque gare ancora da giocare.
De Laurentiis ci ha infine tenuto a ricordarli tutti, citando Mertens, Insigne, Koulibaly, Cavani, Lavezzi, Quagliarella e persino Higuain: “Io credo che questo scudetto” – ha detto – “lo abbiamo costruito in tutti questi anni”.
Ha quindi chiuso con una citazione francese: “Je ne regrette rien”: no, io non rimpiango niente.
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