Fiorentina-Inter, la cantante Gaia (scuola XFactor e Amici) esegue l’Inno d’Italia nella finale di Coppa Nazionale: non mancano le polemiche.
La Coppa Italia è l’epilogo di una stagione ricca che inizia a congedarsi con l’ultimo atto di coppa nazionale. Lo testimonia la presenza di esponenti della Repubblica. Non è una partita come le altre: si gioca in campo neutro all’Olimpico. Roma, la Capitale d’Italia, e trionfa lo spirito unitario che viene fuori alle partite di pallone. Almeno lì. Questo conta e viene riproposto ogni anno nell’atto decisivo. Stavolta di fronte ci sono Fiorentina e Inter, due squadre desiderose di far bene per mettere la ciliegina sulla torta a un campionato diverso per entrambe, ma ugualmente intenso con il Mondiale di mezzo.
Ora conta il gioco, ma anche i particolari vogliono la giusta ribalta. La banda, l’atmosfera calda nel pre-partita e Gaia, celebre cantante di scuola XFactor e Amici, che esegue l’Inno d’Italia. Compito importante, facile a dirsi e molto meno a farsi. Il palco – se così può essere definito – dell’Olimpico è letale. Sbagliare l’Inno d’Italia è un tratto distintivo che non passa facilmente. Chiedere a Sergio Sylvestre che, qualche anno fa, ha fatto i conti con l’eccessiva emozione e la performance non è stata entusiasmante.
I fischi si sono sprecati. Il pubblico non perdona, dentro e fuori i social. Una situazione simile l’ha vissuta Gaia che l’Inno l’ha cantato bene. Ha sbagliato, però, l’attacco: è partita leggermente in ritardo. I meme a tal proposito si sono sprecati: nessuno (o quasi) l’ha fatta passare liscia alla giovane. La quale comunque si riprende egregiamente portando a casa la performance. Poco male, ma di fronte a un pubblico esigente non è mai facile.
Il resto del tempo sarà il campo a parlare, ma anche gli occhi – anzi, le orecchie – vogliono la loro parte. Gaia ha fatto bene il compitino, senza però riuscire a emozionare più di tanto i presenti. Il banco di prova non era semplice, ma l’importante è averlo fatto senza tradire la propria natura artistica. Solo per questo avrebbe meritato qualche applauso in più. Arriveranno in altri momenti: la palla torna al centro e i sogni anche, mentre entra in scena il vero protagonista della serata. Il pallone.
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