L’ex giocatore di Serie A ha rivelato un aneddoto particolarmente curioso in una recente intervista: le sue dichiarazioni.
La finale di Budapest si avvicina, con Roma e Siviglia pronte a darsi battaglia per alzare al cielo l’Europa League. Una partita che si preannuncia equilibratissima, tra due squadre che giocano uno stile di calcio decisamente differente. I giallorossi guidati da José Mourinho fanno della solidità difensiva la loro arma migliore, mentre gli spagnoli puntano tutto sull’intensità e l’aggressività.
Scenari che si sono in realtà già potuti notare nelle semifinali. La Roma, infatti, ha retto gli attacchi continui di una squadra inesperta come il Bayer Leverkusen, riuscendo a strappare il pass per la finale grazie al gol del ‘canterano’ Bove. Dall’altra parte il Siviglia che, al Sanchez Pizjuan, ha letteralmente surclassato sul piano fisico la Juventus.
Caricata da un ambiente caldissimo, la truppa spagnola ha infatti giocato con ritmi altissimi e una feroce aggressività in tutte le zone del campo. Insomma, come accade il più delle volte in una finale, saranno i dettagli a fare la differenza, nel bene e nel male. Tra i possibili protagonisti del match ci sarà anche il Papu Gomez, vecchia conoscenza del nostro calcio specialmente con la maglia dell’Atalanta. L’argentino, infatti, è stato uno dei protagonisti del ‘miracolo bergamasco’, che ha permesso alla Dea di approdare sul palcoscenico europeo per la prima volta nella sua storia.
In una recente intervista il Papu ha voluto ricordare alcuni aneddoti sulla sua vita calcistica, specialmente in riferimento al Nazionale argentina. Lui è infatti campione del mondo in Qatar: pur non avendo accumulato un gran minutaggio è riuscito a trasmettere tutta la sua esperienza ad un gruppo ricco di talento e di personalità.
Gomez ha quindi raccontato di come, in passato, avrebbe potuto anche vestire la maglia della Nazionale italiana. “Partiamo da Doha. Quando ero lì con la Coppa del Mondo in mano ho pensato all’Italia, e ai casi della vita. Nel 2015 il CT azzurro Ventura mi chiese se volevo giocare con l’Italia. Gli dissi di sì. Poi venne fuori che quando avevo giocato con l’Argentina Under 20 (e vinto il Mondiale) non avevo la doppia cittadinanza, requisito necessario in caso di eventuale cambio successivo. La mia richiesta fu bocciata dalla FIFA. Se l’avessero accettata io il Mondiale del 2022 l’avrei visto in tv. E invece l’ho giocato e l’ho vinto”.
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