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INNOCENTIN: “CALCIO IN ARABIA SAUDITA E’ UN’OPPORTUNITA’. CLIMA E POCA PROFESSIONALITA’ SPAVENTANO I CALCIATORI”

Saudi Pro League

Nicola Innocentin, ex direttore sportivo dell’Al-Fateh, è intervenuto ai microfoni di TvPlay, al Social Football Summit

“SENTIREMO PER MOLTO TEMPO PARLARE DI CALCIO IN ARABIA SAUDITA” “Essere direttore sportivo dell’Al-Fateh è stata un’avventura fantastica. Mi sono trovato in una situazione che è esplosa all’improvviso. Tutte le squadre hanno dovuto immediatamente prendere le misure. Credo che gli scenari che sono partiti quest’estate siano l’avvio di un lungo percorso che non terminerà a breve. Il Paese ha avviato un profondo percorso di crescita in prospettiva del decennio 2020-30, hanno preso il Mondiale del ’34 quindi secondo me sentiremo parlare per molto tempo di calcio in Arabia Saudita”.

“IL CALCIO ARABO DEVE ESSERE VISTO COME UN’OPPORTUNITA'” – “L’Arabia Saudita non deve essere vista come una minaccia, ma come un’opportunità visto che può portare nelle casse dei club europei tanti soldi. Dati alla mano non è stato il paese che ha speso di più, ma hanno portato milioni di euro tra Italia, Spagna e Inghilterra. Il calcio ha bisogno di questo flusso di soldi, specialmente su quei profili che non sono più tanto giovani e di prospettiva e che non sarebbe stato possibile vendere a quelle cifre in Europa”. 

“PRESTO ANCHE ALLENATORI IMPORTANTI ARRIVERANNO IN ARABIA SAUDITA”“A loro piacciono gli allenatori bravi. Mourinho ha già un legame con l’Arabia Saudita perché ha sostenuto alcuni progetti del ministero dello sport e del governo, quindi non è nuovo nel paese. Probabilmente a fine stagione ci saranno delle chiamate per lui. Secondo me possiamo aspettarci trasferimenti importanti anche per gli allenatori, come abbiamo visto recentemente con Marcelo Gallardo approdato all’Al-Ittihād”. 

“IL CLIMA E POCA PROFESSIONALITA’ SONO ASPETTI NEGATIVI PER I CALCIATORI” – “Quasi tutti i giocatori che sono stati approcciati e convinti ad accettare questa avventura non erano mai stati in Arabia. E’ un paese con le sue peculiarità, c’è un clima non facile visto che ci sono sempre 35 gradi e giocare con queste temperature non è facile. Il calcio è in evoluzione e viene da pensare che prendere giocatori forti ti faccia diventare fin da subito come un top club europeo ma non è così. Gli allenamenti estivi cominciavano alle 8 di sera, è impensabile fare doppie sedute. I professionisti poi dopo un po’ si adattano, ma non è così scontato e non è facile entrare in un contesto così diverso. Quindi il clima, l’ambiente e una professionalità che deve ancora essere radicata nei club può creare degli effetti negativi nei giocatori”. 

“CR7 HA ACCELERATO IL PROCESSO DI CRESCITA DEL CALCIO IN ARABIA”  – “E’ stata un’opportunità che loro hanno colto al volo. L’idea di partire con questo percorso c’era già da qualche anno, ma l’arrivo di CR7 ha ovviamente velocizzato qualsiasi tipo di processo. E’ normale che l’attenzione del calcio internazionale dopo si sia rivolta verso l’Arabia Saudita, con la curiosità che è gradualmente aumentata anche con l’arrivo di tanti altri calciatori europei”.

 

 

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