Le origini di Gian Piero Gasperini, ex calciatore della Juventus, fino all’ascesa da allenatore: il terzo episodio della rubrica Costruiti dal Basso è dedicato al tecnico dell’Atalanta.
Vincere l’Europa League non è da tutti. Vincerla con una squadra mai vittoriosa fuori dai confini nazionali lo è ancora meno. Gian Piero Gasperini ha costruito una corazzata indomabile nel corso degli anni: l’Atalanta è temuta da tutti, anche all’estero. Una realtà da imitare, da cui prendere ispirazione.
La storia del mister comincia a Torino, precisamente a Grugliasco dov’è nato. Gasp cresce nelle giovanili della Juventus per dieci anni, fino al passaggio in prima squadra. Diventa professionista e girovaga per l’Italia: Palermo, Pescara, Salernitana. Ma le grandi e belle soddisfazioni le coltiva in panchina, quando diventa allenatore. Inizia il suo percorso in una squadra nel torinese, per poi approdare nel settore giovanile della Juventus. Qui conosce Franco Ceravolo, ex dirigente bianconero: “Non conoscevo Gasp, ma mi fece una grande impressione in una partita vista a Roma. Andai a Torino, perché la Juve doveva prendere un allenatore della Primavera. Mi chiamarono in causa e io proposi Gasperini. Mi diedero fiducia”.
Nel reportage realizzato tra Bergamo e Torino, TvPlay intervista diversi personaggi che hanno fanno parte della vita o del percorso professionale di Gasperini. Il cugino Trevisani, l’ex compagno di squadra alla Juve Schincaglia, il suo vecchio dirigente Ceravolo e anche il tifoso ed ex deputato Belotti: “E’ l’ora di costruire una statua anche per i vivi, non solo per i morti”.
Nel corso della terza puntata di Costruiti dal Basso vengono raccontati aneddoti anche sull’esordio in prima squadra alla Juve di Gasp o su come sia nato il rapporto con Ivan Juric, ora stimato allenatore della Serie A.
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