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DI LIVIO: “INZAGHI PUO’ DIVENTARE IL NUOVO ANCELOTTI. JUVE, SCONFITTA MERITATA. LEAO? IN UNA SQUADRA NESSUNO E’ INDISPENSABILE”

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Leonardo Zullo

A TvPlay l’intervista ad Angelo Di Livio che ha commentato la sconfitta della Juventus in Champions, la prestazione di Leao e la crescita di Simone Inzaghi

LEAO COME OSIMHEN. ORA FONSECA HA RAGIONE” – “In Milan-Brugge, Leao dava la sensazione che potesse fare qualcosa. Non pensavo che Fonseca lo togliesse, invece quelli che sono entrati hanno strappato la partita. Ha vinto per quei due cambi. Che gli vuoi dire, adesso ha ragione lui. Il Brugge gioca a calcio, non è una grande squadra, ma gioca a calcio. Secondo me, ora tante idee stanno entrando nella testa dei dirigenti del Milan. Se vuoi recuperare un giocatore, non devi guardare in faccia a nessuno e dare regole precise. L’allenatore deve mandare in campo chi sta meglio. La partita contro l’Udinese, restando in dieci, evidenzia che la squadra è con l’allenatore. Cosa costava a Leao abbracciare il gruppo, anziché fare l’indifferente e andare via con il musone? Vuoi fare polemica? E così la stai facendo. Mi sembra un discorso simile a quello fatto con Osimhen. Sarebbe andato via a 120-150 milioni, poi il Napoli si è accontentato di un prestito. In una squadra sono tutti utili e nessuno indispensabile. Se determinati atteggiamenti si ripetono, cominciano a dare fastidio. Qualcuno ha provato ad abbracciare Leao, ma non gli interessava”.

HENRY IN ITALIA FECE IL MINIMO, MA SI VEDEVA CHE AVEVA QUALITA‘” – “Leao ha delle pause incredibili. Chi mi ricorda? Ho giocato con il primo Henry, la Juventus lo mandò via a fine anno. Con Ancelotti facevamo il 4-4-2, lui giocava ala sinistra. Se me l’aspettavo diventasse così forte? Si vedeva che aveva qualità. Poi è vero che era molto giovane e veniva da un altro campionato. In Italia fece il minimo, pochissimo. L’han venduto e non lo tenevano più in considerazione”

PERIN E’ L’ESEMPIO DEL PROFESSIONISTA. LA JUVE HA MERITATO DI PERDERE CONTRO LO STOCCARDA” – “Devo fare una premessa. Bisogna fare i complimenti a Fabiani per quello che ha detto dopo Juventus-Lazio. Ha detto delle cose sacrosante. Tornando alla partita di Champions, se ci fosse stato un pareggio, sarebbe stato un punto dal valore di una vittoria. Contro lo Stoccarda, la Juventus ha meritato di perdere, salvata da un gran bel portiere come Perin. Non c’è rinnovo più meritato, perché è l’esempio del professionista. Io lo conosco bene, sa stare al suo posto e sa farsi trovare pronto. Per concludere, ieri la Juventus ha meritato di perdere. Ma il percorso è appena iniziato, c’è ancora tanto da lavorare. Non avrei tolto Conceicao”

MOTTA DICE CHE BISOGNA DIFENDERSI ATTACCANDO, MA OGNI TANTO VA AGGIUNTO UN DIFENSORE” – “Se questa sconfitta farà bene alla Juve? E’ chiaro che se trovi una squadra che merita di vincere, pensi che devi lavorare di più. Domenica la Juve affronta l’Inter a Milano e può succedere di tutto. Ci sarà sicuramente una grande reazione. Capisco tutto quello che Thiago Motta sta facendo. Dice che bisogna difendersi attaccando. Ma a volta non è male mettere un difensore in più. La sconfitta di ieri ti fa perdere qualcosa della vittoria di Lipsia. Lo Stoccarda andava al doppio”.

INZAGHI E’ ANIMALE DA SAVANA, VICINO ALLA PERFEZIONE. NUOVO ANCELOTTI? MI PIACE IL PARAGONE” – “Ai miei tempi non si giocava nei campi sintetici. Non è calcio. Il rimbalzo del pallone sul sintetico è diverso, a volte non si controlla. E poi si rischiano tanti infortuni. Non conosco lo Young Boys, è una possibilità importante per l’Inter perché deve chiuderla subito e gestire. Perché poi c’è la Juventus domenica. Inzaghi nuovo Ancelotti? Mi piace questo paragone. I presupposti e la testa ci sono. Spalletti è il mio preferito. Dopo Conte, c’è Inzaghi. Ha la testa per migliorarsi anno dopo anno. E’ un animale da Savana. Sta dando tanto all’Inter e vuole migliorare come persona e come allenatore. Chiaramente, un ciclo inizia e finisce. Oggi sta arrivando ad un livello di perfezione vicino al massimale. Ancelotti ha un rapporto diretto con i giocatori, si fa chiamare Carlo”.

Leonardo Zullo

Laureato in Scienze della Comunicazione, giornalista e telecronista di calcio (maschile e femminile), calcio a 5 e calcio a 8. Appassionato di ogni tipo di sport, dall’atletica al nuoto, con un particolare debole per il mondo del pallone nonostante gli 8 anni di basket. L’NBA ha perso un talento. Dedizione e divertimento le chiavi del successo.

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