Lionel Adams, ex CSKA Mosca e Russia U18, è morto a 31 anni dopo una caduta da un palazzo. Indagini in corso: suicidio, incidente o omicidio.
Ci sono notizie che arrivano secche, senza appigli. E poi ci sono quelle che, oltre al dolore, lasciano dietro una scia di domande. La morte di Lionel Adams rientra in questa seconda categoria: l’ex calciatore cresciuto nel CSKA Mosca, passato anche dalla nazionale russa Under 18, è morto a 31 anni dopo essere precipitato dalla finestra di un palazzo nella regione di Mosca. Le autorità stanno indagando per chiarire cosa sia successo davvero: al momento, le ipotesi sul tavolo restano quelle più pesanti, dal gesto volontario all’eventuale coinvolgimento di terzi.
A rendere ufficiale la notizia è stato lo stesso club moscovita, che lo ha ricordato con una frase breve e definitiva: “Il nostro allievo Lionel Adams è mancato oggi. Aveva solo 31 anni”. Da lì, la cronaca ha iniziato a ricomporsi a frammenti. Secondo quanto riportato da più ricostruzioni, Adams si trovava a Zvenigorod e sarebbe stato in visita a Timur Magomedov, ex calciatore del Rubin Yalta. Poi la caduta, l’arrivo dei soccorsi, la constatazione del decesso. Tutto il resto, per ora, è materia d’indagine.
Adams non era una star globale, e forse proprio per questo la vicenda colpisce in modo particolare: racconta quel calcio fatto di categorie, trasferimenti, tentativi, ripartenze. Cresciuto nel vivaio del CSKA, aveva poi vestito diverse maglie: tra le tappe citate nelle ricostruzioni compaiono lo Yenisey Krasnoyarsk e il KAMAZ Naberezhnye Chelny, oltre a esperienze all’estero tra Kazakistan, Bielorussia e Spagna. Un tratto importante del suo percorso, inoltre, si sarebbe sviluppato in Armenia, con passaggi come Urartu e Van di Yerevan. Nel mezzo, la convocazione con la selezione russa U18: un dettaglio che dice che, a un certo punto, quel ragazzo era stato considerato un profilo vero, da seguire.
Ma il punto che oggi rende tutto più cupo è un altro, ed è un precedente che pesa come un macigno. Nel dicembre scorso, sempre nella zona di Zvenigorod, Adams era rimasto coinvolto in un episodio grave: un’aggressione degenerata, con botte e anche colpi d’arma da fuoco riportati da alcune fonti. Un fatto già di per sé inquietante, e che inevitabilmente torna a galla ora che la sua morte viene descritta come “da chiarire”. Non perché i due eventi vadano collegati per forza, ma perché sarebbe disonesto far finta che non esistano zone d’ombra nel contesto.
Ed è qui che serve una parola semplice: prudenza. Quando una morte avviene in circostanze non chiarite, ogni frase in più rischia di diventare un’ipotesi travestita da certezza. Oggi sappiamo il dato oggettivo e terribile: Adams è morto dopo una caduta da un palazzo; sappiamo che c’è un’indagine e che le autorità stanno ricostruendo dinamiche, tempi, presenze. Il resto, finché non arriva un riscontro ufficiale, resta sospeso.
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