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Calciomercato

Como fortissimo su Cambiaso, c’è un motivo che va oltre il campo

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Matteo Fantozzi

Un progetto che accelera, una dirigenza che sonda il mercato con metodo e un’idea precisa su come alzare l’asticella. A Como non si parla più soltanto di consolidamento: si ragiona su come dare sostanza, identità e continuità a una squadra che vuole restare protagonista anche nei mesi che contano.

Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, il Como di Cesc Fàbregas sta valutando Andrea Cambiaso come possibile grande colpo.

Cambiaso (Ansa) – tvplay.it

Un obiettivo che avrebbe una doppia valenza: alzare immediatamente il livello tecnico e, allo stesso tempo, muoversi in anticipo su un tema sempre più centrale, quello dei parametri per le liste europee. Le norme UEFA, infatti, richiedono che in A-List ci siano almeno otto calciatori “formati localmente” (con almeno quattro cresciuti nel club), una struttura che la Serie A rispecchia per la lista dei giocatori sopra i 22 anni. È un dettaglio che incide sulle strategie: scegliere profili italiani, pronti e versatili, oggi vale doppio.

Cambiaso, profilo che sposta

Il terzino della Juventus, 26 anni, piace al Como per una ragione chiara: duttilità ed esperienza internazionale. Cambiaso ha giocato a destra e a sinistra, sa agire da quinto, attaccare la profondità, accompagnare il gioco dentro al campo. Nell’ultimo biennio si è guadagnato spazio e considerazione a Torino, misurandosi anche in notti europee che fanno curriculum. È il tipo di giocatore che porta affidabilità, letture moderne, ritmo: per una neopromossa ambiziosa è il salto di qualità che spesso non puoi improvvisare.

La pista, però, è tutt’altro che semplice. A Torino lo considerano parte centrale del progetto tecnico e, secondo le indiscrezioni, la Juventus ragiona sull’eventualità di cessione solo davanti a offerte molto elevate. La valutazione supera i 50 milioni di euro: una soglia che filtra quanto il club bianconero ritenga Cambiaso strategico, non solo oggi ma anche in prospettiva. In più c’è il fattore umano, mai banale: per avvicinare l’operazione servirebbe anche la volontà del giocatore di lasciare un contesto competitivo e stabile come quello bianconero. Insomma, niente fughe in avanti.

Qui torna il “motivo che va oltre il campo”. Le regole UEFA chiedono almeno otto calciatori formati localmente in Lista A, con un minimo di quattro “club-trained”; il resto può essere “association-trained”, ovvero cresciuto nel paese. Tradotto: chi investe su profili italiani pronti ad alto livello si costruisce un vantaggio strutturale, perché amplia le rotazioni senza sacrificare posti-lista preziosi. Cambiaso rientra nella categoria “formato in Italia” e, pur non essendo cresciuto nel vivaio del Como, darebbe una mano concreta a comporre la griglia senza rinunciare a qualità. È un aspetto che tante società stanno imparando a pesare tanto quanto un gol o un assist.

Il club lariano, infatti, non guarda soltanto a Cambiaso. Restano monitorati altri profili italiani come Nicolò Cambiaghi, Fabiano Parisi e Luca Pellegrini: calciatori che occupano corsie e ruoli chiave, giovani ma già abituati alla Serie A, in grado di alzare profondità e intensità. Sono nomi coerenti con la logica di fondo: italiani, funzionali, pronti.

Nel concreto, la trattativa per Cambiaso resta una montagna ripida. La Juventus non ha bisogno di vendere e, con una valutazione oltre i 50 milioni, chi vuole provare l’affondo deve presentarsi con argomenti forti. A queste condizioni, formule creative (prestito con obbligo, strutture pluriennali) avrebbero margini stretti: è più realistico pensare a un affare solo in presenza di un incastro perfetto tra prezzo, tempi e volontà del giocatore.

Per il Como, comunque, il segnale è chiaro. Cercare Cambiaso significa dire al mercato chi si vuole diventare. Se la pista dovesse raffreddarsi, l’orizzonte resta tracciato: comporre una rosa competitiva con profili italiani di livello, allineando ambizioni tecniche e sostenibilità regolamentare. È così che si costruiscono squadre che durano.

Matteo Fantozzi

Giornalista pubblicista dal 2013 è laureato in storia del cinema e autore di numerosi libri tra cui “Gabriele Muccino il poeta dell’incomunicabilità” e “Gennaro Volpe: sudore e cuore”. Protagonista in tv di trasmissioni come La Juve è sempre la Juve su T9 e Il processo dei tifosi su Teleroma 56.

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