PICCIONI: “DALLA SANZIONE SULLE PLUSVALENZE DIPENDE ANCHE IL PROCESSO STIPENDI”

Valerio Piccioni, giornalista della Gazzetta, è intervenuto ai microfoni di TVPLAY_CMIT.

 

“SE LA SANZIONE ALLA JUVENTUS VENISSE CONFERMATA CAMBIEREBBE ANCHE IL PROCESSO SULLE MANOVRE STIPENDI” – “Un certo smarrimento sulle strade della giustizia ordinaria sportiva e amministrativa lo vivo anche io. La sensazione è che questo codice stia diventando sofferto. Vi faccio un esempio banale ma che può essere afferrato con più facilità. Noi stiamo parlando di un’udienza del collegio di garanzia in cui ci saranno tutti i legali della Juve e i consulenti in cui la federazione ha scelto di non costituirsi. La data? Non si sa ancora. Ci sono sessanta giorni dal ricevimento del ricorso. Probabile nella seconda metà di aprile che sia fissata. Però quello che voglio dire è che in questa udienza l’accusa sarà esercitata dal procuratore generale dello sport presso il Coni che è però è un organismo che è stato in qualche modo spettatore. L’accusa è stata prima condotta con le indagini dalla procura federale e poi con la sentenza della corte d’appello federale. Situazione un po’ paradossale”. Per darvi l’idea che secondo me questa giustizia sportiva probabilmente qualche parte di codici dovrà prima o poi riscriverli. La vicenda nasce dall’indagine Prisma in tutte e due i casi, plusvalenze e dintorni e manovre stipendi, però sono due percorsi distinti. Le plusvalenze sono state addirittura oggetto di due sentenze di assoluzione, di una riapertura del processo e di una condanna. Capite che sono andate molto avanti. La manovra stipendi è ancora alla fase delle indagini, alla fase istruttoria. Addirittura si deve partire dal tribunale federale. E’ chiaro che una vicenda influenza l’altra e viceversa però è ovvio che è un problema. Se i quindici punti venissero confermati o cancellati lo scenario dell’indagine sulla manovra stipendi, del percorso giudiziario sarebbe diverso”. 

“BISOGNA ANCORA MANTENERE PRUDENZA” – “Perché Chiné ha deciso di chiedere una proroga? Sono arrivate altre carte da Torino, inteso come il pm dell’indagine Prisma. Vanno studiate perché possono rafforzare l’ipotesi accusatoria ed essere oggetto del lavoro che porterà o all’archiviazione o al deferimento per i vari soggetti potenzialmente incolpati. Su questo fronte non c’è una sorpresa.  La sorpresa è che non sapevamo che queste nuove carte di Torino fossero entrate nella disponibilità della procura federale. Sul fronte del Tar penso che in questo momento bisogna mantenere una certa prudenza. Sul piano del ragionamento tu procura federale, tu giustizia sportiva hai violato i termini procedurali e quindi casca tutta l’impalcatura è chiaro che è una lettura facile e probabilmente istintivamente è la lettura che tutti noi abbiamo fatto e che ha portato la Juventus ad esprimere in via ufficiosa una certa soddisfazione rispetto a questa novità del contesto. Però dobbiamo considerare che di fatto questa sentenza di 15 punti è una sentenza che è nata completamente in un altro tempo procedurale, che è quello della riapertura, della revisione accolta dalla corte d’appello federale. Quindi io non so se dal punto vista del vizio di forma, del cavillo, può reggere alla sostanza di un processo e di una condanna che nasce in virtù di un evento che avviene molto dopo, cioè quello del ricevimento delle carte di Torino. Perché prima delle carte di Torino praticamente erano stati tutti assolti. E’ vero che si tratta dello stesso processo che riparte, però dal punto di vista sostanziale diciamo che le carte di Torino hanno completamente cambiato il contesto. Non me lo sento di portarmi subito su questa linea del casca tutto, cancella tutto e si ricomincia da capo. Direi di mantenere prudenza. E’ evidente che questa sentenza di 15 punti va analizzata, che forza la stessa conclusione della procura, ricorderete che la procura aveva chiesto 9 punti. Bisogna vedere che corrispondano al codice, anche questo è un tema. Siamo ancora in una fase dove devono succedere troppe cose”.

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