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Giorgio Dusi: “Lindstrom è estroso. Non è un’ala: ecco dove può giocare”

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Leonardo Zullo

Lindstrom sarà un nuovo calciatore del Napoli. Chi è, dove può giocare e quali sono le sue caratteristiche: l’intervista all’esperto di Bundesliga Giorgio Dusi. 

Il Napoli entro poche ore annuncerà il suo prossimo acquisto: domani Jesper Grænge Lindstrom effettuerà le visite mediche e successivamente firmerà il contratto con gli azzurri. Il calciatore danese lascerà l’Eintracht Francoforte dopo due stagioni ben disputate.

Centrocampista offensivo, specialmente trequartista, talvolta può giocare da ala destra. Il classe 2000 danese è un colpo che a Garcia farà comodo, soprattutto nel caso in cui il Napoli voglia cambiare pelle nel corso della stagione e passare dal 4-3-3 al 4-2-3-1.

Per capire che tipo di giocatore si tratti e in che ruolo potrà essere usato dal mister francese, la redazione di TvPlay.it ha intervistato il giornalista ed esperto di calcio tedesco Giorgio Dusi, firma di Tuttosport e fondatore di BundesItalia. La chiacchierata offre particolari spunti, tra cui una curiosità sulla data di nascita del giocatore: “E’ del 29 febbraio…”. Insomma Jesper festeggerà il suo compleanno l’esatto giorno in cui è nato solo negli anni bisestili. Calendario alla mano, Lindstrom potrebbe debuttare con il Napoli già dal prossimo turno di campionato nel match delicato contro la Lazio di Sarri.

Dusi: “Lindstrom fa dei gol pazzeschi, ma se ne mangia anche tanti!”

Che tipo di giocatore è Lindstrom? 

E’ un giocatore sicuramente estroso. Lui arrivò in Germania dopo aver giocato al Brondby. Appena l’ho visto con la maglia dell’Eintracht, in un’amichevole estiva negli Stati Uniti, ho pensato subito: ‘cavolo, questo è forte!’ E’ uno di quei calciatori che fa quello che vuole con la palla al piede. Già all’epoca dava l’impressione di avere la giocata, il talento, l’intuizione.

In che ruolo ha giocato con l’Eintracht? 

Jesper ha fatto due anni con Glasner. Il tecnico ha provato prima il 4-2-3-1, poi è tornato al 3-4-2-1 e Lindstrom giocava dietro la punta. Ha giocato sempre nel duo offensivo dietro l’attaccante, spostato nella zona di centrodestra, una posizione che chiaramente gli permetteva di andare per vie centrali e di allargarsi sulla fascia. Cosa importante: non è un’ala. Gioca bene tra la fascia e la trequarti: è diversissimo dal Politano di turno. Non è un’ala pura da 4-3-3 per quello che ha dimostrato in Bundesliga.

E caratterialmente che tipo di persona è?

Non ha mai avuto problemi con gli spogliatoi che ha frequentato. A Francoforte si è parlato molto della sua tecnica. L’Eintracht di Glasner aveva un pregio, considerato anche un difetto: l’allenatore austriaco giocava sempre con gli stessi giocatori e li cambiava molto poco. Lindstrom giocava molto e a fine stagione arrivava un po’ con il fiato corto. Jesper è molto amato perché ha fatto dei gol pazzeschi, ha dei colpi di classe davvero belli. Cerca molto la precisione nelle conclusioni. Quello che non si vede è che si divora anche tante reti. Non ha segnato molto in queste due stagioni in Bundesliga, poteva farne molti di più. Mi aspettavo che facesse qualche rete in più nella scorsa annata, cosa che invece vedendo i numeri non è successa. Poi alla fine i gol sono arrivati anche grazie a Kamada e a Francoforte sono stati tutti contenti.

 

Leonardo Zullo

Laureato in Scienze della Comunicazione, giornalista e telecronista di calcio (maschile e femminile), calcio a 5 e calcio a 8. Appassionato di ogni tipo di sport, dall’atletica al nuoto, con un particolare debole per il mondo del pallone nonostante gli 8 anni di basket. L’NBA ha perso un talento. Dedizione e divertimento le chiavi del successo.

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