Il derby tra Inter e Milan potrebbe essere deciso da giocatori insospettabili: chi può diventare il nuovo Schelotto del big match di Serie A.
In città si comincia a respirare l’atmosfera del derby, la partita più attesa e sentita della stagione. Come la scorsa stagione anche quest’anno il primo confronto tra Inter e Milan arriva a inizio campionato e vale il primato in classifica. Di solito questo tipo di partite sono sempre imprevedibili, spesso come gli stessi protagonisti in campo.
Oltre ai giocatori più importanti delle due squadre, Inzaghi e Pioli possono contare su una serie di alternative potenzialmente in grado di scombinare l’equilibrio della partita. In passato è già successo che, quando l’attenzione era rivolta ai grandi nomi, siano stati invece i gregari a diventare gli eroi di San Siro.
Uno dei casi più iconici e recenti è stato quello di Ezequiel Schelotto, autore del primo e unico gol con la maglia nerazzurra proprio in una stracittadina del 24 febbraio 2016 terminata 1-1. Una rete simbolica ricordata ancora adesso dai tifosi che, nonostante la sua breve parentesi, ricorderanno sempre con affetto l’esterno argentino diventato un idolo.
Dal primo minuto scenderanno in campo le formazioni tipo di Inter e Milan che però, nel corso del derby, potranno attingere dalla panchina diverse alternative. In un’era in cui ci sono cinque sostituzioni a disposizione, nella stessa partita ci sono più partite da cercare di vincere anche con i cambi.
Per esempio i nerazzurri nella ripresa possono sfoderare le carte di Arnautovic e Frattesi, reduci entrambi da una doppietta nell’ultima partita giocata con la propria Nazionale. I due giocatori sperano di conquistare una maglia da titolare ma ancora troppo presto e al momento devono accontentarsi di provare a lasciare il segno in uno spezzone di gara.
Lo stesso destino di Okafor e Chukwueze, sempre subentrati nelle prime giornate e ancora in fase di rodaggio negli schemi del Milan. Il derby però è una partita a parte che si estranea un po’ dai principi tattici e in cui è determinante l’aspetto emotivo. Per questo non bisogna sottovalutare questi giocatori non di primo piano che, liberi di testa e senza troppe responsabilità, possono regalare sorprese e magari diventare leggenda come “El Galgo” Schelotto, sperando comunque di fare un altro tipo di carriera rispetto a Schelotto (oggi al Barletta in Serie D).
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