Juve, l’inchiesta Prisma non è finita: perché si indaga anche sugli agenti

Neanche il tempo di candidarsi ufficialmente a anti Inter che la Juventus si ritrova ancora invischiata in una bega legale, parte dell’inchiesta Prisma.

Il campionato di Serie A ha ritrovato uno dei suoi duelli più classici, quello tra Inter e Juventus, con i bianconeri nell’insolito ruolo degli inseguitori. La squadra di Max Allegri sta quindi anche riconfermando quanto di buono fatto nella scorsa stagione, dove i risultati del campo avevano fatto terminare il club piemontese in seconda posizione, prima della penalizzazione. In attesa dello scontro diretto però l’incubo dei tifosi juventini sembra essere in procinto di ricominciare.

Si parla infatti ancora di inchiesta Prisma, essendo i cosiddetti “rapporti con gli agenti” facenti parte del secondo filone sportivo dell’inchiesta. La commissione federale giudicherà i singoli casi il prossimo 22 dicembre alle ore 10. Giuseppe Chinè, procuratore della FIGC, già diversi mesi fa aveva inoltrato una segnalazione alla commissione, da qui la decisione di procedere nei confronti di Luca Ariatti, Michele Fioravanti, Giuseppe Galli, Gabriele Giuffrida, Davide Lippi, Vincenzo Morabito, Silvio Pagliari, Giorgio Parretti, Luca Puccinelli, Antonio Rebesco, Tullio Tinti

Andrà quindi appurato se i suddetti agenti avrebbero di fatto stipulato contratti di mandato fittizi con la Juventus, quindi ricevuto compensi corrispettivi per operazioni inesistenti, con l’obiettivo di recuperare un credito che era stato maturato in precedenza, ma non contabilizzato, tutto in violazione di plurime disposizioni disciplinari.

Quali articoli sono chiamati in ballo

Anche in questo filone di indagine inerente i rapporti con gli agenti sportivi è stata quindi contestata la violazione dei principi di lealtà, correttezza e probità, sia in via autonoma che in elusione di quanto previsto dal Regolamento degli Agenti Sportivi FIGC. Nello specifico nell’ambito di trasferimenti, rinnovi di contratto o stipulazioni di contratti di tesserati.

Precisamente i fatti contestati sarebbero avvenuti nel periodo tra il 2015 e 2022, in cui la Juventus è accusata di aver retribuito procuratori sportivi senza che essi svolgessero alcuna mansione, con lo scopo di compensare invece per i servizi resi in relazione alla trattativa di un altro atleta che all’epoca dei fatti non aveva ancora compiuto la maggiore età oppure tesserato come “giovane di serie”, per il quale quindi non si sarebbe potuto pattuire alcun corrispettivo.

Ad essere contestati sono gli articoli del regolamento generale sugli agenti, come il 17 e 21, quindi quelli riguardanti autonomia, trasparenza, indipendenza, oltre naturalmente al rispetto dell’etica sportiva, rispetto della leale concorrenza e delle norme della FIGC. Gli avvocati difensori hanno tuttavia già inviato le proprie memorie difensive.

 

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