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Svolta Arabia Saudita, ora cambia davvero tutto: scossone per Ronaldo

Cristiano Ronaldo. (ansa-tvplay)

Grosse novità all’orizzonte per la dimensione Saudi Pro League, la dichiarazione che annuncia i piani arabi in vista del futuro spiazza tutti.

Quando Cristiano Ronaldo ha accettato la proposta di andare a giocare nel campionato arabo il mondo del calcio è rimasto sconvolto. La decisione del portoghese è stata un fulmine a ciel sereno per chi immaginava che il campione avrebbe continuato a competere in Europa o tutt’al più sarebbe andato negli Stati Uniti come tante altre star del calcio.

Quello che sembrava inizialmente soltanto un caso isolato ha invece tracciato un sentiero che ben presto si è trasformato in un’autostrada a senso unico. Non solo calciatori sul viale del tramonto, ma anche giovani che avrebbero potuto giocare per i più importanti top club in lizza per la Champions League.

Come confermato anche dall’ex direttore sportivo dell’Al-Fateh, Nicola Innocentin, che in occasione del Social Football Summit ha parlato ai microfoni di Tv Play. “L’idea di fare questo percorso esisteva da qualche anno, l’arrivo di Cristiano Ronaldo però ha accelerato il processo. Ovviamente l’attenzione del calcio internazionale si è rivolta molto di più verso l’Arabia Saudita e la curiosità è progressivamente cresciuta come si è visto con l’arrivo di altri importanti calciatori dall’Europa“.

Bolla o epicentro? Qual è il futuro della Saudi Pro League

L’intervista rilasciata a Tv Play da parte di Nicola Innocentin però ha toccato anche altri aspetti riguardanti i piani e la reale situazione dei calciatori che decidono di giocare in Saudi Pro League. Oltre alle parole di rito la convinzione generale da parte di tifosi e molti addetti ai lavori è che la ragione principale per cui i calciatori scelgono l’Arabia siano i soldi. Oltre i soldi però ci sono anche dei disagi.

Cristiano Ronaldo. (ansa-tvplay)
Cristiano Ronaldo. (ansa-tvplay)

Praticamente ogni giocatore che ha accettato quest’avventura non era mai stato in Arabia. Il clima non facile con 35 gradi fissi però non è l’ideale per performare al meglio. – ha dichiarato Innocentin Il calcio è in evoluzione, quindi la professionalità non ancora sugli standard europei può creare feedback negativi nei calciatori”.

Per tutti coloro che sperano nello sgonfiamento o nell’esplosione della bolla araba però l’ex DS dell’Al-Fateh ha brutte notizie. “L’impressione è che quello iniziato quest’estate sia solo l’inizio di un lungo percorso che non finirà a breve. Il paese vivrà una profonda crescita che farà vedere i suoi frutti entro il  2030, fino ad affermarsi totalmente con il Mondiale del ’34 – ha proseguito Innocentinpresto inizieranno ad arrivare anche allenatori molto importanti“.

 

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