Serie A, Guardia di Finanza in sede: guai in vista per le fatture false

La lente d’ingrandimento della Guardia di Finanza torna nuovamente su uno storico club di Serie A, il blitz in sede fa tremare la dirigenza.

Il campionato di Serie A sta cambiando e questo accade da anni sotto gli occhi di tutti. L’epoca dorata delle cosiddette “sette sorelle” in cui l’Italia era tra i maggiori poli d’attrazione del mondo a livello calcistico e i nostri top club erano protagonisti assoluti della scena in campo internazionale, sono ormai argomenti per nostalgici.

Sembra passata una vita e, nonostante le nostre squadre riescano comunque faticosamente a dire la loro in campo europeo, è molto arduo per le dirigenze riuscire a stare al passo coi costi sempre più alti per mantenere le squadre ad un buon livello di competitività. Ogni errore sul mercato con investimenti che non rendono può rivelarsi fatale per il bilancio e i tifosi sono sempre più esigenti.

Le squadre di Serie A ormai si sono rassegnate prima ad essere rilevate da proprietà straniere, quindi ad accettare il ruolo da “nuovi poveri” tra le potenze europee, molto più forti economicamente. Per alcuni presidenti l’esplosione del calcio arabo è stato una manna dal cielo per i conti, con trasferimenti dalla Serie A alla Saudi Pro League chiusi a cifre decisamente insperate.

GdF nella sede di un club di Serie A, è l’operazione Cyrano

Sempre più club di Serie A si vedono costretti a fare letteralmente “carte false” pur di rimanere a galla. Quando non si hanno campioni da poter vendere a peso d’oro a qualche top club però la situazione si fa più difficile. Dopo l’inchiesta Prisma con i vari processi alla Juventus e successivamente le indagini ad opera della Guardia di Finanza nei confronti della Sampdoria, un altro club di Serie A adesso teme per le possibili implicazioni emerse dopo una perquisizione in sede. Si tratta dell’Hellas Verona.

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Il pallone della Serie A (LaPresse) – TVPlay.it

I finanzieri stanno portando a termine le perquisizioni nella sede dei gialloblu, ma l’operazione potrebbe non fermarsi soltanto agli scaligeri. Sotto la lente d’ingrandimento un giro sponsorizzazioni per le quali sono state emesse fatture false da parte di una società “cartiera”, ovvero come sono definite quelle imprese che fatturano per operazioni inesistenti consentendo ad altre società di utilizzarle a fini di evasione fiscale.

L’inchiesta rinominata Operazione Cyrano è coordinata dalla Procura di Reggio Emilia, con il coinvolgimento non solo della Guardia di Finanza, ma anche della Polizia di Stato. Sono 26 in totale persone iscritte nel registro degli indagati. Secondo le prove finora acquisite inquirenti, la presunta maxi frode fiscale ammonterebbe ad una cifra di almeno 10 milioni di euro.

 

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