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Serie A, via alle riforme: arriva una rivoluzione epocale

Published by
Giancarlo Spinazzola

Serie A, pronte le riforme per il campionato: ce n’è una rivoluzionaria che cambia il volto del massimo torneo italiano

La Serie A non è più un campionato allettante. Non è certo un mistero, ma la consapevolezza è ogni giorno sempre più viva e palpabile. E così si è reso quasi necessaro una sorta di confronto tra chi al momento occupa le posizioni di vertice e potere del nostro calcio, il presidente della Federazione Gabriele Gravina e quello della Lega di Serie A Lorenzo Casini oltre ovviamente alle formazioni che attualmente formano la nostra massima serie.

Oltre due ore di riunione, su tavolo ogni possibile soluzione per riformare il calcio italiano e renderlo più appetibile, soprattutto alle televisioni che regalano i maggiori introiti ai club ed all’interno sistema. Recuperare risorse è la priorità dei club ma sul tavolo c’è stata unità d’intenti anche sul meccanismo del diritto di veto e sulle 20 squadre in A, senza riduzioni di società, quindi.

Vediamo nel dettaglio, quindi, i prossimi passi e soprattutto i primi piani della riforma che dovrà vedere la luce in tmpi ragionevolmente brevi.

Serie A, arriva lo spareggio: tutte le opzioni

Sono ben 100 le squadre professionistiche in Serie A, un vero e proprio record. Un numero impressionante se vogliamo, che andrà tagliato senza se e senza ma. Il massimo torneo, però, non sarà toccato. Questo genera tutto il sistema per gli incassi e quindi il numero delle squadre va tenuto inalterato.

Il Verona, l’anno scorso salvo dopo lo spareggio con lo Spezia (Ansa Foto) – Tvplay

Ed è quindi un discorso probabilmente relativo alla Serie C quello della riduzione del numero delle squadre, anche attraverso il blocco delle riammissioni e dei ripescaggi. Possibile, però, che vi siano nuovi criteri anche per stabilire le retrocessioni. Al vaglio, su suggerimento di Gravina, l’opzione spareggio tra la terz’ultima di Serie A e la terza di Serie B, coma accade in Bundesliga, che porterebbe una diversa suddivisione della mutualità.

Sul tavolo, poi, altro tema che preme sui club di A, il diritto di intesa. Nel Consiglio Federale, al momento, la Serie A “pesa” solo per il 12% a fronte del 5% della B e del 17% della C. Ebbene, come ha spiegato Casini, la Serie A chiede che resti valido il diritto d’intesa ma al contempo che le venga riconosciuta anche una sorta di posizione predominante sui temi più importanti. Insomma, maggior potere alla massima Lega rconosciuta anche dal presidente federale Gravina. Ed in questo ambito va registrata anche l’ipotesi di un accorpamento di Serie B e C in una sola Lega.

Giancarlo Spinazzola

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